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De Zerbi: “Milan e Napoli hanno spinto tanto all’inizio, ma c’è anche l’Inter”

(Getty Images)

Le parole di Roberto De Zerbi a Tuttosport

Sara Ghezzi

Roberto De Zerbi dopo la sua carriera da giocatore tra alti e bassi, sta portato avanti quella di allenatore con ottimi risultati. Infatti è considerato tra gli emergenti più interessanti del panorama internazionale dopo quello che ha fatto con il Sassuolo. Quest'estate nonostante diversi club di Serie A avevano pensato a lui per la propria panchina, ma alla fine ha avuto la meglio lo Shakthar Donetsk che questa sera affronterà l'Inter in Champions League. De Zerbi ha rilasciato un'intervista a Tuttosport in cui ha parlato della sfida contro i neroazzurri, ma anche del campionato di Serie A che vede il Napoli e il Milan al comando nonostante entrambe siano state sconfitte nel weekend.

"Milan e Napoli hanno spinto tanto all'inizio, ma c'è anche l'Inter", le parole di De Zerbi

 (Getty Images)

Di seguito le sue parole a Tuttosport:

"M’infastidisce quando si enfatizzano cose normali che dico io, ma pensano in tanti. Io parlo senza filtri e allora succede che si crei lo scandalo perché critico la Superlega, ma lo pensano tutti tranne quei pochi che ne trarrebbero vantaggio e i tifosi da divano. Io non lo sono mai stato, andavo in Curva a vedere il Brescia e sognavo che la mia squadra potesse battere le più forti. Lo penso anche ora che faccio l’allenatore e tramite il mio calcio provo ad ottenere risultati che sembrano impossibili. Per riuscirci occorre però che ci sia la possibilità almeno di giocare le partite. Sulla Superlega mi hanno dato molto fastidio le modalità in cui si voleva far passare la decisione. I Mondiali sono belli anche perché ci sono 4 anni di attesa tra uno e l’altro".

Sui numerosi impegni dei calciatori

"Si gioca tanto, ma ci sono anche rose ampie e con le giuste strutture ci si può allenare bene. Piuttosto sono le condizioni meteo ad essere condizionanti: il troppo caldo o il troppo freddo. Gli infortuni non dipendono dal ritmo delle partite: il calcio è uno sport traumatico e ti logora, difficilmente ne esci indenne a fine carriera. Se ti va bene devi o dovrai fare una o due operazioni". 

Sullo "spazzare" via il pallone

"Col Real è stata colpa mia perchè chiedo sempre di giocare, ma eravamo in 3 contro 1 con il portiere poi è arrivato anche Vinicius a dare un aiuto a Benzema. Era da leggere diversamente: la verità è che la palla stava rimbalzando male a Marlon e non poteva pulirla. Quindi sì, per una volta andava spazzata via. E’ una situazione che si determina in pochi secondi". 

Sulla sua scelta di andare in Ucraina

"Sono contento del club, dei dirigenti, dei giocatori, delle loro qualità e di come mi seguono. Siamo appena partiti con questo nuovo progetto. Dobbiamo migliorare le conoscenza ed essere pronti a mettere dentro quello che ancora ci manca nella prossima sessione di mercato. Tornare? Certo, ma prima devo far bene il lavoro che mi sono posto come obiettivo allo Shakhtar Donetsk. Me ne sono andato perché il ciclo con il Sassuolo era finito. Ho lasciato l’Italia anche controvoglia perché lì ho i miei affetti, le mie abitudini.  Roma e Fiorentina? Niente di concreto".

Sulla sfida contro l'Inter

"Dobbiamo vincere a San Siro. A Milano veniamo per fare risultato come siamo andati al Santiago Bernabeu, sperando vada meglio. Crediamo ancora nel terzo posto. La squadra di Simone Inzaghi è forte fisicamente e mentalmente. Dzeko ha caratteristiche diverse da Lukaku, ma a livello generale non è certo meno forte".  

Sulla Serie A

"Milan e Napoli hanno spinto tanto, ma era normale che l’Inter non fosse ancora fuori dai giochi. E anche l’Atalanta con il recupero di alcuni infortunati dirà la sua. Vedo molto difficile invece il reinserimento della Juventus".

Su chi gli piacerebbe avere in squadra dalla Serie A

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