Dopo due anni così intensi con due trofei, come si è lasciato con Antonio Conte?
«Con Antonio c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo. Ripeto, la squadra è forte e resta tale».
Vedere il Mondiale senza Italia è una pena: sintetizzando, il problema è tecnico, culturale o manageriale?
«Sento parlare della riduzione del campionato di Serie A a 18 squadre da circa 10 anni. Ho già più volte detto che oggi si gioca troppo. Non c’è il tempo sufficiente per allenare la Nazionale. Se riducessimo i campionati a 16 squadre inizieremmo già a diminuire il numero di partite dalle 380 attuali a 240, quindi 140 in meno di ora. Si avrebbero due mesi a disposizione alla fine del campionato per preparare veramente una Nazionale degna di competere ai massimi livelli. Sono sicuro che Malagò sarà la persona giusta al posto giusto e saprà anche risolvere i vari problemi che affliggono la Serie A, nonché trovare soluzioni per gli azzurri».
Per chiudere, dopo tanti anni da presidente, qual è adesso la sua vera missione?
«I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo. Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro. Quando penso al Napoli, penso però al colore più bello, quel colore azzurro che congiunge all’orizzonte mare e cielo facendoli diventare una inimitabile immensità»".
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