Attacco shock a De Laurentiis: “260 km di disastri! Parlavano di scudetto quando mancava ago e filo…”

di Giovanni Ibello

Michele Criscitiello, collega di Sportitalia, tra i vari argomenti trattati ha parlato anche del Napoli di De Laurentiis nel suo consueto editoriale per Tuttomercatoweb. Ecco un estratto ripreso dalla nostra redazione:

Le parole di Criscitiello “a gamba tesa” su De Laurentiis

Criscitiello

 

SEGUICI SU TWITTER!

Molte volte invidiamo un amico, un collega, uno più ricco o qualcuno che sta per fare un bel viaggio mentre noi siamo costretti a stare a casa. Non pensiamo mai, però, nei panni di chi non vorremmo essere in questo momento. Calcisticamente l’idea è abbastanza chiara. Non vorremmo essere nei panni di Aurelio De Laurentiis. Certamente, starete pensando: ma cosa dice? Certo che vorrei essere nei panni di Aurelio. Tanti soldi, tantissimi bilanci in utile e due grandi squadre del Sud Italia di proprietà. Tutto vero ma, ora come ora, proprio non vorrei essere Aurelio De Laurentiis. Napoli e Bari stanno vivendo periodi complicatissimi. Attenzione: sono due situazioni completamente differenti ma in entrambe le circostante potremmo dire “Aurelio se l’è cercata”. Partiamo dal Bari, dove bisogna essere onesti: il De Laurentiis con le pezze in fronte è Luigi e non Aurelio. Il figlio grande ha voluto lo stesso giochino del papà: il calcio, dopo aver capito che per fare cinema tirava una brutta aria. Prendere il Bari, però, da Proprietario del Napoli non è stata una bella mossa. Lo abbiamo detto dal primo minuto del primo tempo.

RESTA SEMPRE AGGIORNATO!

Bari e Napoli sono le due più grandi piazze del Sud Italia, con l’aggiunta di Palermo. Prendere due realtà simili e rivali, alla lunga, non può essere considerata una mossa vincente. Già Lotito, con Lazio e Salernitana, è andato vicino al limite. Il problema dei De Laurentiis è che l’investimento, anche a breve scadenza, non sta dando i frutti sperati. Il Bari è un disastro e non lo diciamo per la sconfitta interna di ieri con la Viterbese. Troppi giocatori strapagati andati a Bari solo perché quelle cifre giravano, al massimo, in A oppure a Monza e poca gente pronta a fare la guerra sui campi di Bisceglie, Potenza, Foggia, Cava e Caserta. Scelte sbagliate in ruoli fondamentali. In due anni De Laurentiis ha cannato allenatori e direttori. Cornacchini ha ammazzato il primo Bari, Scala da DS al secondo anno si è ritrovato ad alzare il tabellone luminoso dei cambi a Napoli. Il Bari, dopo la parentesi Vivarini, si è affidato a Gaetano Auteri che sarà anche un mastino della categoria come Braglia ma bastava fare due telefonate per capire che Auteri non era adatto a quel ruolo. Romairone Direttore Sportivo, dispiace dirlo, ma ha chiuso un cerchio che fin qui è sembrato un quadrato costruito al contrario.

L’articolo completo dal titolo: De Laurentiis, 260 km di disastri

Serie B a rischio e secondo anno di fila con investimenti folli non giustificati. La piazza si arrabbia ma non deve prendersela con noi che commentiamo negativamente ma dovrebbe prendersela con chi non sta portando i risultati sperati. A Napoli idem. Qui De Laurentiis ha rotto un giocattolino che stava andando benissimo. Andare ad intaccare il lavoro di Gattuso è stato il peggiore degli autogol. Gattuso aveva e ha la squadra in mano e nonostante le tante assenze ha sempre portato la barca in porto. Certamente qualche partita il Napoli l’ha giocata e persa male ma era in perfetta linea con il ritorno in Champions. Gli interventi di De Laurentiis hanno distrutto armonia e serenità nel gruppo creando fazioni soprattutto all’esterno.

Malumori e gente che guarda la scadenza del contratto. Come quando arrivò Gattuso. Il lavoro di Giuntoli è stato valorizzato da quello di Gattuso, difficilmente possiamo aggiungere la parola… e viceversa. Il Napoli di Genova è da cancellare ma sarà da cancellare anche quello delle prossime partite. Ormai si è rotto l’incantesimo e fai prima a comprare un giocattolo nuovo che a sistemare quello rotto. Il Napoli, per alcuni mesi, ha perso di vista l’obiettivo. Qualcuno ha iniziato a parlare di scudetto quando mancavano ago e filo per cucire il tricolore sul petto degli azzurri. Il Napoli deve solo pensare a rientrare tra le prime 4 e non sarà un anno facile considerati i tre posti che sono andati.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy