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rassegna

De Giovanni: “Sogno di battere 1-0 la Juve, ma il Napoli non sa accontentarsi”

Domenico D'Ausilio

Le parole del noto scrittore a La Repubblica

Maurizio De Giovanni, scrittore, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Repubblica soffermandosi sul big match di questa sera fra Napoli e Juve.

De Giovanni su Napoli-Juve

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"Siamo campioni d’inverno con due giornate di anticipo e 7 punti di vantaggio sulla seconda: lo ricordo a chi sta sminuendo i risultati ottenuti finora dalla squadra di Spalletti".

Allegri per la verità ha detto altro, alla vigilia di stasera al Maradona: che il Napoli è favorito e che Spalletti è il più bravo di tutti...

"Suvvia, diciamo che l’ha raccontato per fair play, non credo proprio che Allegri abbia dei problemi di autostima e tanto meno che si consideri davvero un allenatore improvvisato. Ma una verità l’ha detta: lui è più un gestoredi squadre, Spalletti invece insegna calcio".

Per questo il calcio del Napoli è stato finora più spettacolare rispetto a quello della Juve?

"La filosofia degli allenatori incide sempre e c’entrano anche le caratteristiche dei giocatori. Il Napoli di Spalletti non ha scelta: deve imporre il suo gioco e non sa essere attendista come la Juve di Allegri".

Eppure, classifica alla mano, stasera al Napoli potrebbe stare bene anche un pareggio...

"Non sono d’accordo. Il Napoli non è fatto per puntare su due risultati ed è troppo presto per fare calcoli. Scenderemo in campo come sempre, imponendo la nostra proposta di gioco. Non abbiamo altra scelta. Perché è impossibile pensare di vincere il campionato con dieci punti di vantaggio e al traguardo si arriverà testa a testa. Gli scontri diretti peseranno e il Napoli deve vincere stasera anche pensando al ritorno di aprile a Torino".

Davvero non le piacerebbe per una volta un Napoli più cinico?

"Da tifoso le rispondo che sogno una vittoria contro la Juve per 1-0: magari con un autogol o un rigore dubbio. Ma in maniera più razionale sono invece convinto che il Napoli possa imporsi solo seguendo la sua attitudine di squadra d’attacco".

Niente corto muso, insomma...

"Alla Juve dicono che la vittoria è l’unica cosa che conta ed è una filosofia sparagnina che spessissimo ha pagato, pur essendo lontana dai miei canoni della bellezza dello sport. Ma ora c’è un’inchiesta giudiziaria che rischia di rimettere tutto in discussione: qual è il prezzo da pagare per vincere attraverso il cinismo e a tutti i costi?".