La decisione del tecnico azzurro, che ha affidato al belga le chiavi del centrocampo, si è rivelata una mossa azzeccata
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Nell'undici schierato inizialmente da Massimiliano Allegri per il match che ha visto il Napoli battere per 4-3 il Bodo Glimt in Champions League, una delle novità più interessanti è stata rappresentata dal posizionamento di Kevin De Bruyne in cabina di regia. Il centrocampista belga, schierato da playmaker contro la squadra norvegese, è stato determinante per gli equilibri della squadra azzurra, che ha preso il pallino del gioco in mano per svariate fasi della partita e lo ha fatto grazie alla capacità dell'ex Manchester City di capire i momenti e rifletterli poi sul suo stile di gioco.
De Bruyne ha cambiato il suo modo di ragionare
"Per 15 anni De Bruyne è stato abituato a pensare solo guardando in avanti. Oggi potrebbe cambiarsi la carriera pensando anche a ciò che succede dietro". Sta in questa frase, ripresa dall'edizione odierna del Mattino, l'evoluzione di Kevin De Bruyne. Il numero 11 del Napoli si è messo in discussione, rinnovando profondamente il suo modo di ragionare, da trequartista puro con Guardiola a regista nel 4-3-3 che Allegri ha rispolverato dopo l'esperimento fallimentare con la difesa a tre.
Allegri aveva un'idea su De Bruyne sin dall'estate
Già durante il ritiro di Castel di Sangro, nella mente di Allegri balenava l'idea di abbassare il raggio di azione di King Kev. Si tratta, indubbiamente, di una scelta coraggiosa ma che alla fine si è rivelata vincente, tanto che per Il Mattino c'è la possibilità che Stanislav Lobotka e Billy Gilmour possano essere nuovamente panchinati.© RIPRODUZIONE RISERVATA