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Il figlio di De Bruyne Rome è già un talento
I geni del talento di Kevin De Bruyne sono stati trasmetti al secondo genito Rome che è già un leader della Real Casarea, la scuola calcio scelta in questa sua avventura campana. Lo sottolinea l'edizione odierna de Il Mattino. A seguire un estratto dell'articolo.
"Il dna della famiglia De Bruyne deve avere qualcosa di speciale. Probabilmente è a forma di pallone e rimbalza alla velocità della luce. Papà Kevin è una stella oramai affermatissima nel firmamento del calcio mondiale. Ha vinto tutto indossando la maglia del Manchester City e la scorsa estate ha scelto Napoli e il Napoli per scrivere un nuovo prestigioso capitolo della sua luminosa carriera. Ma non è tutto. Dicevamo del dna del campione, quello che Kevin ha trasmesso al figlio Rome, il secondogenito. Dopo pochissimo dal loro arrivo in città, infatti, il piccolo De Bruyne (classe 2018) ha scelto di allenarsi con il Real Casarea, una delle scuole calcio più prestigiose e vincenti della Campania. E nell’arco di qualche mese è già diventato un punto di riferimento di tutta la società. Lo dimostra il fatto che per tre volte a settimane si allena anche con i ragazzini più grandi di lui e non sente affatto il peso della differenza di età. Le qualità non gli mancano e seppur a 8 anni non esistano dei ruoli fissi ben predefiniti gli piace giocare nella metà campo avversaria, svariando un po’ come suo padre. Gli piace spaziare tra centrocampo e attacco emulando e molto spesso riesce a segnare bellissimi gol documentati tutti da mamma Michele sempre presente a bordo campo. E proprio lì che a farle compagnia c’è anche il marito, che ci tiene a non perdersi gli allenamenti del figlioletto, ma senza mai fargli ombra. Questo è il grande segreto della crescita sana e graduale del piccolo Rome. Essere il figlio di Kevin De Bruyne rischierebbe di diventare un vero e proprio macigno per la sua carriera, ma il campione del Napoli cerca di muoversi sempre nell’ombra per non offuscare il talento del figlio che si sta formando settimana dopo settimana. E allora se Rome trascina i compagni in campo, Kevin in tribuna si limita a osservare e battere le mani dopo una bella giocata. Nessuna pressione, nessun obbligo di emergere perché il sangue è quello di un De Bruyne. E con tempo la presenza di Kevin al di là delle transenne del campo di Casalnuovo è diventata la normalità anche per gli altri bambini e le altre famiglie. Per tutti non è il numero 11 del Napoli, il campionissimo pluridecorato, ma semplicemente il papà di Rome: uno come tanti".
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