Ma in quello di Allegri di De Bruyne ce ne sono sempre meno, rappresentano rarità che ingolosiscono, un’intelligenza viva con la quale dissetarsi. De Bruyne ci sta in ogni tipo di formula, è la rappresentazione di un modello dolcemente rassicurante, sgorga personalità e spessore caratteriale, e si trasforma in problema per chi un KDB non ce l’ha. Il Mondiale, poi il mercato, riusciranno a rendere meno opaco l’orizzonte ma in quel centrocampo c’è materia umana per gli amanti del gusto e finirà per esserci abbondanza da fondere con l’equilibrio: aspettando che si capisca cosa sarà di Anguissa, e chi diventerà il suo (eventuale) alter ego, c’è quel ventaglio di opzioni che Allegri osserva con ammirazione. E tra un Lobotka e un Gilmour per la regia, un McTominay per spaccare le partite, un Vergara per garantirsi un pizzico di freschezza, De Bruyne è l’esaltazione dei sensi. L’arte è potere seduttivo".
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