Dalla parte di Sarri pende l'ingaggio molto più contenuto (3,5 milioni annui rispetto agli 8,5 percepiti da Conte) e le richieste poco esose sul mercato.
D'altro canto, però, rinunciare a Conte non è facile: è un vincente, garantisce importanti livelli di competitività. Il bivio è tutto qui: proseguire nel pragmatismo puro di Conte o tornare al calcio romantico di Sarri? Continuare insieme si può, ma solo se ambo le parti sono veramente convinte del progetto. Altrimenti non avrebbe senso.
Prima il campo, prima la partita di Pisa: poi, arriverà il tempo delle scelte.
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