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calcionapoli1926 rassegna Conte lascia il Napoli, decisione senza veleni: le motivazioni dell’addio – Rep

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Conte lascia il Napoli, decisione senza veleni: le motivazioni dell’addio – Rep

Angelo Salzano
Il tecnico sarebbe pronto a rinunciare a 7 milioni pur di chiudere il rapporto con gli azzurri dopo due stagioni

L’era di Antonio Conte al Napoli sembra ormai arrivata ai titoli di coda. E questa mattina lo conferma anche il quotidiano La Repubblica, secondo cui già domenica potrebbe arrivare l’annuncio ufficiale dell’addio del tecnico leccese dopo due stagioni alla guida degli azzurri.

La Repubblica conferma l’addio di Conte al Napoli

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Secondo quanto riportato oggi da La Repubblica, Conte sarebbe pronto a rinunciare ai 7 milioni di euro di ingaggio previsti fino a giugno 2027, data di scadenza naturale del contratto con la SSC Napoli. Un segnale forte, che confermerebbe la volontà dell’allenatore di chiudere il rapporto senza ulteriori strascichi. Quello tra Conte e Aurelio De Laurentiis, però, dovrebbe essere un addio senza veleni”. Nonostante le divergenze emerse negli ultimi mesi, il rapporto personale tra i due sarebbe rimasto saldo. Eppure, proprio le tensioni interne avrebbero avuto un peso decisivo nella rottura. La Repubblica spiega così il clima vissuto negli ultimi due anni: “Ciclicamente è riemersa nei due anni di convivenza la loro necessità fisiologica di primeggiare, finanche uno sull’altro. Gli equilibri sono sempre stati sottili e per questo il divorzio in casa azzurra non è un fulmine a ciel sereno”. Da una parte, il presidente De Laurentiis avrebbe continuato a mettere al primo posto la sostenibilità economica e il bilancio del club. Dall’altra, Conte non si sarebbe aspettato di essere rimesso in discussione dopo aver conquistato uno Scudetto e una Supercoppa nel giro di due stagioni. Una sensazione maturata, secondo il quotidiano, sia “segretamente dall’interno della società” sia “in modo esplicito dall’ambiente”. Alla fine, il tecnico avrebbe percepito di non essere più centrale e apprezzato come nei primi mesi della sua avventura napoletana. Ed è stato proprio questo, sottolinea ancora La Repubblica, “il motivo (di orgoglio) che lo spinse a mettersi su piazza nei giorni del tracollo della Nazionale”.