rassegna

Champions, tre italiane tra le prime otto. Ma il Napoli gioca un altro calcio

Emanuela Castelli

Napoli insegna calcio, le altre fanno ciò che possono

Champions League, dopo 17 anni l'Italia piazza tra le prime otto d'Europa ben tre sue formazioni. Con una new entry assoluta, che ieri ha siglato un risultato storico: il Napoli. delle tre italiane "europee", solo gli azzurri hanno dominato, spingendosi molto oltre i limiti di un budget contenuto. Inter e Milan hanno omaggiato il tanto odiato e vituperato catenaccio all'italiana, che pure ha permesso loro di strappare una qualificazione necessaria, con le unghie e con i denti.

Napoli, Inter e Milan: la Champions continua

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Ne parla oggi il Corriere dello Sport, ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli1926: "Siamo lo stesso calcio italiano di ieri e dell’altroieri: in crisi di liquidità, pieno di debiti e senza un’idea (comune) che sia una. Ora però presentiamo di nuovo tre squadre tra le prime otto della Champions. Come 17 anni fa. I teorici dell’estetica sopra ogni cosa, nemici dichiarati del risultatismo, non sanno più cosa inventarsi per evitare di celebrare la difesa, il contropiede, il gioco passivo ma efficace: si sono addirittura dimenticati di come abbiamo vinto l’Europeo. Solo una delle tre elette, il Napoli, ha mostrato fin dal primo turno un sacco di belle cose, ha fatto spettacolo in tutti i sensi. E quando una squadra riesce a coniugare successi e qualità entra nella storia e non esce più dalla memoria. Milan e Inter hanno superato gli ottavi grazie alla difesa eroica, definita saggia, alla concentrazione, alla voglia e alla disperazione di dover fare risultato. E insieme festeggiano (...) Ne abbiamo tre su otto, dicevo, la Premier due (Chelsea e ManCity), la Liga una (Real) così come la Bundes (Bayern) e la Primeira Liga (Benfica). Domani - giorno dei sorteggi - rischiamo di ritrovarci con un derby europeo e non potremo nemmeno lamentarci. (...) Il miglior Napoli degli ultimi 33 anni è figlio di drastici tagli (Insigne, Mertens, Koulibaly, Fabian) e idee, oltre che dell’ottimo lavoro di Spalletti; il Milan di un mercato insoddisfacente (De Ketelaere, Origi, Dest, Vranckx, Adli, bene soltanto Thiaw), l’Inter di una campagna di parametri zero (Mkhitaryan, Onana), prestiti (Lukaku, Acerbi) e acquisti deludenti o poco impiegati (Bellanova, Asllani). In sostanza, abbiamo fatto con quello che avevamo e sappiamo. Solo il Napoli si è spinto oltre, molto oltre".

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