La quindicesima giornata di Serie A, ormai in archivio, ha visto rallentare Napoli e Milan, due delle quattro squadre coinvolte nella lotta per lo scudetto. Gli azzurri e i rossoneri fanno infatti parte, insieme a Inter e Roma, delle quattro compagini racchiuse in appena tre punti nelle prime quattro posizioni. L'incertezza e i continui colpi di scena porteranno, molto probabilmente, a un duello punto su punto fino alle ultime giornate, sulla falsa riga di quanto accaduto la scorsa stagione tra Napoli e Inter. La sensazione, dunque, è che la media punti necessaria per vincere lo scudetto sia drasticamente crollata, come sottolinea il quotidiano Libero nella sua edizione odierna.

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C’era una volta la Serie A dei record, crolla la quota scudetto! Il dato – Libero
Addio ai 102 punti per lo scudetto: la nuova Champions ha stravolto i campionati, ora ne bastano 84 - Libero
—"C’era una volta il campionato dei record, delle Juventus da 102 punti o dei Napoli o Inter da fuga solitaria. Dimentichiamocelo, non è più cosa. Benvenuti nella serie A del “chi va piano, va sano e lontano”, della decrescita di punti che piace a tutti, anche se nessuno lo ammette. Con quattro sconfitte a Natale un tempo eri praticamente spacciato: oggi sei la capolista. Siamo di fronte a una mutazione genetica del torneo. Lo scorso campionato era il primo con la riforma delle coppe europee, questo è il secondo. Ed entrambi sono attestati sulla quota 82-84 punti per lo scudetto. L’Inter viaggia a 2,2 punti a partita: proiettato sulle 38 giornate significa 83,6 punti. Siamo in linea con gli 82 che hanno permesso al Napoli di cucirsi lo scudetto sul petto, soglia più bassa di sempre nell’era dei tre punti a venti squadre. Non è un accidente statistico, ma la conseguenza diretta e strutturale dei nuovi formati Uefa, che hanno trasformato l’Europa e la Champions in campionati, e non più in coppe. Quelle gare extra, giocate a ritmi più alti rispetto a quelle interne, portano logoramento fisico e mentale, impongono rotazioni, passi falsi, pareggi sporchi o sconfitte di inerzia. Così alla soglia dei 90 punti si può serenamente dire addio e tarare le calcolatrici sulla nuova quota scudetto. Questa lentezza fa contenti tutti: l’Inter che può permettersi di perdere gli scontri con le due dirette rivali ed essere comunque prima; il Napoli che, nonostante il doppio impegno, è lì; il Milan di un amante della calcolatrice come Allegri; la Roma che può coltivare sogni più grandi del suo reale valore. È davvero il campionato di tutti perché la vetta solitaria è già stata occupata da quattro squadre in solitaria, e nessuna di loro ha mantenuto il comando per due turni consecutivi".
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