Caso Rocchi, le ultime
—E Rocchi, diversamente dalla facoltà di non rispondere il 30 aprile, giorni fa ha accettato di farsi interrogare in gran segreto, col legale Antonio D’Avirro e il nuovo codifensore Antonio Bana a confronto del pm Maurizio Ascione e del da poco affiancato procuratore aggiunto Paolo Ielo. Finora si era ricostruito che l’iniziale accusa a Rocchi si basava sulle intercettazioni disposte dall’allora gip Anna Calabi intorno al 2 aprile 2025, di cui poi in quell’estate la gip aveva negato al pm Ascione la proroga, valutando non producessero più esiti significativi. Ora si intuisce che, a cavallo dell’emergere ad aprile 2026 dell’indagine su Rocchi, la subentrata gip Giulia Marozzi aveva autorizzato la riattivazione di un segmento di intercettazioni chieste dal pm. Poiché Rocchi si è autosospeso il 25 aprile scorso da designatore arbitrale (proprio martedì l’AIA-Associazione italiana arbitri ha scelto Daniele Orsato), è in quei pochi giorni, forse il '21 aprile' indicato dai pm come data di fine reato ipotizzato, che deve essere stato intercettato un colloquio nel quale un dirigente dell’Aia riportava a Rocchi i pesanti malumori dell’Inter per la designazione di Mariani in Torino-Inter del 26 aprile: designazione (paradossalmente l’ultima di Rocchi e da lui confermata) di cui Rocchi ha spiegato ai pm di aver rivendicato la bontà di fronte alle contestazioni riferitegli dall’interlocutore come provenienti dal mondo Inter. E se Rocchi ora confida sull’archiviazione della propria posizione, già ha incassato una novità positiva: nel nuovo invito a comparire e nell’interrogatorio è totalmente sparito il capitolo (inizialmente invece pure contestato come reato) delle cosiddette 'bussate' alla sala VAR di Lissone per far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei 'varisti' agli arbitri in campo".
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