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Caso arbitri, CorSera annuncia: “La sede del giudizio non sarà Milano!”. Il motivo

Alex Iozzi
L'eventuale processo verrà spostato dal capoluogo lombardo alla provincia: c'entra un trasferimento richiesto dal pm Maurizio Ascione

L'inchiesta che vede coinvolti gli arbitri di Serie A venuta fuori negli ultimi giorni ha sollevato un polverone non indifferente per il calcio italiano: dovessero tali accuse rivelarsi vere, ci sarebbero gravi conseguenze per la FIGC (acronimo per Federazione Italiana Giuoco Calcio). Nel frattempo, in attesa di ulteriori sviluppi, l'edizione odierna de Il Corriere della Sera ha voluto chiarire un punto: l'eventuale sede del giudizio non sarebbe Milano, ma una sua provincia.

Inchiesta arbitri, l'eventuale sede del giudizio sarà Monza: ecco perché

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Di seguito, quanto scritto dai colleghi del CdS e riportato dalla nostra redazione:

"Se mai dovesse esserci in futuro un processo per frode sportiva intorno alle contestate «bussate» del designatore Rocchi alla sala VAR di Lissone per far cambiare le decisioni e i suggerimenti dei varisti agli arbitri in campo, a rappresentare l’accusa non sarà il sostituto procuratore della Repubblica di Milano che da fine 2024 sta istruendo questa inchiesta, e la sede di questa parte di dibattimento potrebbe non essere Milano. Il pm Maurizio Ascione da poco ha infatti visto il Consiglio Superiore della Magistratura già deliberare il via libera, come primo in graduatoria tra coloro che hanno fatto domanda, al suo passaggio nei ranghi della «Procura europea antifrode» (Eppo) nella sede di Roma, trasferimento programmato attorno a luglio-agosto. Quanto alla sede dell’eventuale giudizio, se la condotta-reato fosse individuata appunto nelle mosse di Rocchi asseritamente presente dietro una vetrata della sala VAR ospitata nell’International Broadcast Centre di Lissone, questa sede rientrerebbe nel raggio di competenza territoriale del Tribunale di Monza".