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Caos Serie A, decisione shock sugli orari: Conte furioso e Lega sotto accusa – Il Mattino

Emanuela Castelli
Emanuela Castelli Giornalista 
Da il Mattino

Non le manda certo a dire, oggi, il Mattino, sul caos tra Lega Serie A e Viminale per l'orario di match decivisi in ottica Champions. L'amara riflessione:

"Tutti in campo domenica alle 12. Il calvario termina. Ma ne inizia un altro: perché è l'orario più assurdo in cui giocare (mezza) giornata di serie A (compresa Pisa-Napoli) in cui si decidono le sorti economiche e sportive di cinque società (...)

Il muro contro muro si sgretola solo verso le 20 di ieri, dopo che anche il Tar del Lazio aveva alzato bandiera bianca rivolgendo un disperato appello all'Avvocatura dello Stato di fare da "arbitro" nella contesa tra Lega di Serie A e Prefettura di Roma, alla presenza anche di Sport e Salute e Fitp (Federazione tennis e padel). E alla fine, dopo una giornata di frenetiche trattative tutte andate in fumo, si arriva a questa soluzione che non fa felice nessuno. Ma, in ogni caso, la spuntano Simonelli e De Siervo, presidente e ad della Lega, che lasciano intendere che in questo Paese l'ordine pubblico, i timori per la sicurezza, vanno in secondo piano: un teatrino (...)

Mai visto un simile scontro istituzionale, mai visto prima un simile imbarazzo da parte di chi deve decidere e che invece ha dato per giorni la sensazione di brancolare nel buio (...)


Conte, come tutti i suoi colleghi, è infuriato: deve gestire una trasferta chiave che pensava si giocasse lunedì notte e che invece si gioca alle 12 di domenica. Quindi quello di ieri era il penultimo allenamento prima della partenza per il ritiro (...)

Qui non ci sono vincitori né vinti. Perché da una parte c'è l'errore palese di superficialità in sede di elaborazione del calendario. Dall'altra parte c'è chi critica l'incapacità del Viminale di poter gestire due eventi in contemporanea come il derby della Capitale e una finale di tennis. Insomma, tutto è stato imbarazzante. E in questo teatrino, c'è ancora chi si stupisce se per il terzo Mondiale consecutivo, l'Italia potrà soltanto guardare davanti alla tv?".