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Gabriele Gravina, presidente FIGC, è intervenuto al Festival della Serie A per parlare, fra i vari temi, degli stadi in vista di Euro2032
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, starebbe meditando su come placare il disordine che si è innescato a livello arbitrale. La sensazione è che sia necessaria una vera e propria rivoluzione, che prevederebbe - tra le altre cose - il passaggio al professionismo per alcuni degli arbitri più importanti. Ne parla così il Corriere dello Sport, nella sua edizione odierna.
"Una società indipendente, autonoma, partecipata 100% dalla Federcalcio. Le Leghe (era il problema che si era sollevato, adombrando sospetti) entreranno solo nella parte economica, con un finanziamento. Nelle carte di Gravina, il Consiglio federale nominerà i tre membri del Consiglio d’Amministrazione che guiderà questa società. Indipendenti da tutti: federazione, società, arbitri. È la base di tutto. A loro spetterà nominare un designatore (necessariamente un arbitro, dovrà gestire i rapporti con i vertici di Fifa e Uefa, dunque Collina e Rosetti attualmente) e un amministrativista (direttore generale o amministratore delegato) con il compito di garantire non solo la gestione del budget (al momento, circa 17 milioni) ma anche del marketing, con il reperimento di nuove risorse. Il progetto riguarderà tutti gli arbitri di vertice, che avranno una nuova qualifica professionale (ivi compreso un trattamento economico differente). Si parla di contratto di base autonomo per i nuovi immessi e di subordinato a tempo determinato per gli “anziani”. Si studierà anche un sistema “pensionistico” che copra il «dopo»”.
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