Le parole del calciatore gialloblù ai microfoni de La Repubblica
McTominay torna a disposizione, Allegri lo rischierà già sabato? Le top news di oggi
Giacomo Calò, calciatore del Frosinone, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Repubblica, dove ha parlato dell'imminente sfida contro il Napoli di Massimiliano Allegri, ma non solo. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate dalla nostra redazione: "Dedica alla mia famiglia dopo il primo gol in Serie A? Non solo. Il numero che porto sulla maglia è un omaggio a mia figlia, nata il 14 settembre. Poi ci sono i tatuaggi… Quelli sul braccio destro sono dedicati a loro, mentre a sinistra ci sono Jack Sparrow de I Pirati dei Caraibi e New York, la città dei nostri sogni".
È appassionato di cinema?
"Lo adoro e mi porta anche fortuna. La chiamata della Juve Stabia arrivò proprio mentre ero in sala. Era il direttore sportivo Ciro Polito: «Vieni a giocare con noi». Lasciai il film a metà".
Crede nel destino?
"Non credo in Dio e neanche nel destino. Non c'è nessuno che sceglie al posto nostro".
Neanche un pizzico di scaramanzia?
"Quando ero alla Juve Stabia mangiavo semi di zucca prima delle partite. Mi aiutavano a segnare".
In Serie A ha esordito a 29 anni.
"Avevo smesso di crederci. Per uno della mia età, che ha giocato sempre in B, non è facile. Nel calcio non esiste la meritocrazia".
Qual è il sogno del presente?
"Vincere con il Frosinone. La classifica ci sorride, ma bisogna avere pazienza. Ora c'è il Napoli e dobbiamo dare il massimo. Poi mi piacerebbe assistere a un Gp di F1 e incontrare Antonelli".
© RIPRODUZIONE RISERVATA