Calcio e demenza, rischio triplo tra i giocatori. È allarme tra gli Under 18

Calcio e demenza, rischio triplo tra i giocatori. È allarme tra gli Under 18

di Salvatore Troise

La ricerca, finanziata dalla Football Association e dalla Professional Footballers’ Association, è stata condotta nell’arco di 22 mesi dal Grasgow Brain Injury Research Group, appoggiandosi alla campagna del Telegraph (da tempo sensibile all’argomento) per la ricerca sull’insorgere della demenza tra gli ex giocatori. E, come scrive il quotidiano inglese, i risultati dicono che l’11% dei calciatori muore in stato di demenza, mentre la percentuale nel resto della popolazione è del 3%.

Eliminare il colpo di testa?

Bennet Omalu, il neuropatologo che scoprì l’encefalopatia traumatica cronica (CTE) nei giocatori di football americano e ne pubblicò i risultati ispirando anche un celebre film (“Zona d’ombra”) con Will Smith,  ritiene che i bambini in particolare vadano protetti e che il buon senso dovrebbe portare all’abolizione del gioco aereo nel calcio. “Non ci dovrebbe essere nessun colpo di testa al di sotto dei 18 anni”, spiega. “Perché 18? Perché è allora che il cervello umano si sviluppa completamente. Motivo per cui non è intelligente per un essere umano usare la testa per fermare o deviare una palla che viaggia ad alta velocità”.

Sky

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy