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Bruscolotti: “Il ritiro serve a chiarirsi. Da lì è nato il nostro Scudetto”

Maria Ferriero

L'ex capotano Beppe Bruscolotti ha parlato del caos scoppiato in casa del Napoli

Il caos scoppiato in casa del Napoli ha dato voce ad opinioni contrastanti. Una di queste è quella dell'ex capitano del partenopei, Beppe Bruscolotti, che ha affidato il suo pensiero ai microfoni de Il Mattino.

Le sue parole

Bruscolotti sul precedente dell'88: "C'è una differenza enorme. Il nostro comunicato venne fuori alla vigilia dell'ultima partita di campionato. Lo scudetto aveva già preso la strada di Milano. Eravamo a fine stagione, adesso siamo all'inizio. Mi dite voi come andrà avanti questa barca per altri sette mesi? È stato scoperchiato il pentolone dove bollivano da tempo altri malumori".

Sul ritiro: "Serve a chiarirsi.  Ricordo la nostra famosa fuga a Vietri. Eravamo in zona retrocessione e giocavamo male. Si avvertiva l'esigenza di un chiarimento che finalmente avvenne.  Fu quella la prima pietra del Napoli da scudetto. Un giorno di ritiro alla settimana può fare soltanto bene. Per quanto vengono pagati oggi i calciatori, è un sacrificio sopportabile. Soprattutto se non si parla di ritiro punitivo come ha detto De Laurentiis".

Sulla sua eventuale posizione: "Sarei andato in ritiro innanzitutto. Poi il giorno dopo avrei parlato con il presidente e sistemato la questione. Trovando magari una soluzione che non facesse sfigurare la società e garantisse più tranquillità ai calciatori, del tipo: un giorno in famiglia per ricaricare le pile e poi si torna in ritiro".

Sul problema legale: "Brutto segnale, la situazione si inasprisce. Comprendo che il club debba far valere le proprie ragioni e non dimostrarsi oggetto nelle mani dei calciatori ma rivolgo a tutte le componenti un invito alla riflessione: fate un passo indietro, ciascuno per la propria parte. Si sta giocando con il fuoco".

Sul futuro: "C'è una Champions da onorare e un campionato da rispettare: rischiamo di buttare questa stagione nell'immondizia già a Natale".

Su Ancelotti: "Rafforzato non direi, piuttosto direi più responsabilizzato. Adesso la squadra è nelle sue mani. De Laurentiis lo ha messo in una posizione scomoda".