Roberto Boninsegna, ex attaccante dell'Inter, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Repubblica, soffermandosi sul paragone fra Pelè e Maradona e sul Napoli.
Boninsegna: "Giocatori come Maradona nascono ogni morte di vescovo. Da interista temo il Napoli. Insigne fenomeno"
Boninsegna su Pelè e Maradona
Maradona
Su Napoli
"Stavo per diventare azzurro, il club era in B. E Antonio Juliano mi chiamò, io ero il selezionatore della Nazionale di C e mi propose di diventare l’allenatore del Napoli. Risposi: eccomi. Sono grande amico di Juliano, un rapporto nato dopo gli sfortunati Mondiali del 1974 in Germania quando trascorsi con lui le vacanze a Capri, giocando a tennis. Purtroppo non se ne fece nulla. Ancora mi spiace, giocare o allenare a Napoli è particolare: rischi se fai male, ma se dimostri capacità e attaccamento ai colori diventi un idolo. Tutti lo sanno: Napoli è speciale".Sul match Napoli-Inter
"Da interista lo temo molto. È il match più difficile per noi da qui alla fine del campionato. Incontriamo una squadra in ascesa, che proprio ora sta raggiungendo il top della forma e che ha recuperato tutti gli infortunati. In più il Napoli ha l’obbligo di vincere, perché il traguardo Champions è proprio lì. Partita aperta a tutti i risultati".Su Insigne
"Il Napoli lo guida un gran giocatore: Lorenzo Insigne. Un calciatore che fa la differenza. In Italia è tra i migliori in assoluto. E quest’anno ha messo la quinta, sta volando. Gol, assist, sta facendo tutto al meglio. Eppure ogni tanto mi riferiscono di qualche critica nei suoi confronti, soprattutto a Napoli e sinceramente non capisco. Insigne non si può criticare. È il cuore della squadra e ha grandi colpi, da vero fuoriclasse".© RIPRODUZIONE RISERVATA