L'edizione odierna del Corriere dello Sport si interroga sul momento no di Dries Mertens. Dopo sei partite in cui la gioia più folgorante è diventato l’assist per afferrare il Rijeka, forse, pure il folletto belga si starà chiedendo cosa sia accaduto alla sua esistenza di infallibile cecchino. Però, prima di darsi una risposta, o continuare a galleggiare nell’oscurità di una crisetta di identità che sta lì, forse gli conviene aspettare ancora un attimo.

CLICCA QUI PER CONOSCERE TUTTO SUL NAPOLI

Mertens, crisi d'identità

Bologna FC v SSC Napoli - Serie A
Dries Mertens (Photo by Mario Carlini/ Iguana Press/Getty Images)
mertens udine

Qualcuno deve averlo avvisato, e comunque lo sapeva già di suo, perché Bologna-Napoli non è assolutamente una gara come le altre, ma è la sua partita, sa d’elisir di giovinezza o di toccasana: e vai a capire cosa sia accaduto in quelle giornate in cui, sistemandosi al centro del campo, ha intuito che gli sarebbe andata di lusso, perché ci sono avversari che, magari nell’inconscio o anche casualmente, ti ispirano. Undici gol in sei partite, è una media da top player, e dentro ci sono anche due triplette, una al Dall’Ara e una al San Paolo, ovviamente due abbuffate, il 6-0 del 19 aprile 2016 e poi l’1-7 del 4 febbraio 2017, quindi una serie di indizi che bastano e avanzano per sentire ardere dentro di sé il sacro fuoco della vendetta.

CLICCA QUI PER SEGUIRCI ANCHE SU TWITTER

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti