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Bertotto: “Spalletti è permaloso ma molto determinato, ho grande stima di lui”

UDINE, ITALY - MARCH 31:  Antonio Di Natale (L) of Udinese Calcio with Valerio Bertotto before the Serie A match between Udinese Calcio and Calcio Catania at Stadio Friuli on March 31, 2014 in Udine, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Le dichiarazioni di Valerio Bertotto, ex capitano dell'Udinese

Leonardo Litterio

Quest'oggi alle ore 15.00 scenderanno in campo Napoli e Udinese allo Stadio Diego Armando Maradona. Gli azzurri di Spalletti vorranno sicuramente i 3 punti per continuare a sognare in grande. I friulani intanto vorrebbero continuare il loro cammino alquanto "tranquillo". Senza ombra di dubbio il tecnico azzurro sente in modo particolare questo match essendo legato alla storia dell'Udinese.

Bertotto: "Spalletti è permaloso ma molto determinato, ho molta stima di lui. I fischi ad Insigne sono ingiusti"

 (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ai microfoni di Calciomercato.com è intervenuto Valerio Bertotto, ex capitano dell'Udinese con cui Spalletti ha condiviso ben 3 anni e mezzo in maglia bianconera. Di seguito le sue dichiarazioni:

"Il Napoli vuole rimanere nei piani altissimi del campionato, ha ampiamente meritato di starci finora, per qualità, gioco e l’atteggiamento avuto tutta la stagione. L’Udinese vuole consolidare un momento di positività con l’obiettivo di allungare il distacco dalla zona pericolosa".

Sulla lotta scudetto

"Finalmente c’è un pacchetto di mischia variegato. Non può che far bene al campionato, al calcio, agli stimoli. Negli anni passati a questo punto c’era una squadra che creava distacco con tutti che erano lì a sperare che accadesse qualcosa. Ora c’è bagarre, sono tutte lì. I tifosi delle varie squadre sono in trepidante attesa per vedere la fine. Questo fa bene allo spettacolo, a quello che è il calcio italiano".

Su Cioffi 

"Non è nuovo dell’ambiente, conosceva e conosce le dinamiche dell’Udinese, dello spogliatoio, dei ragazzi. Credo sia stato molto avvantaggiato da questa cosa. Starà a lui dimostrare capacità e saper sfruttare l’occasione che gli è stata data, conscio di avere un’ottima squadra, che ha valore, elementi capaci di dare qualità e sostanza".

Su Spalletti

"Lui è una persona con una grandissima conoscenza, grandissima capacità e ho una stima nei suoi confronti immensa. Lo dico da capitano che per tre anni e mezzo ha lavorato con lui ottenendo enormi risultati. So che tipo di valore può portare ad una squadra uno come Luciano. Nella componente squadra ci sono uomini prima e calciatori poi. Tutto viene semplice quando ci sono delle personalità molto forti. Sia io che lui siamo due persone determinate e dirette ma allo stesso tempo leali e sincere. Quando questa diventa una prerogativa e non prevarica il ruolo altrui le cose non possono che andare bene".

Sul suo rapporto con Spalletti

"Ho vissuto il rapporto come chi vive h24 all’interno di una famiglia. Lo spogliatoio è una famiglia. Vivi molto più tempo facendo il professionista con la squadra, con la società. Fare il professionista non è andare lì, fare allenamento e poi andare a casa ma vivere l’ambiente di lavoro curando ogni dettaglio. Come tutte le cose della vita a livello personale ci sono momenti di difficoltà, di tensione, di preoccupazione che possono anche generare qualche attrito. I presupposti fatti sono quelli di famiglie e di persone che si rispettano con sincerità. La chiacchiera mette a posto tutto quanto".

Su Insigne e sul tecnico azzurro

"Sembra che Spalletti stimi tanto Insigne, non ci sono problemi e ha sempre puntato su di lui. È questione di rapporti umani, sapere con chi ti stai confrontando. Poi magari ci può stare che due persone che non si prendono affatto possano avere degli attriti. Ci possono essere anche diverbi, opinioni differenti, ma alla fine se c’è sostanza, una pacca sulle spalle e si va avanti. Alla fine l’obiettivo non è del calciatore, dell’allenatore, ma della società, si punta all’obiettivo comune".

Sul capitano del Napoli 

"Se si parla di attaccamento, di senso di appartenenza, di amore verso una squadra basta per chiudere il discorso. Ancor di più se parliamo di un giocatore che ha fatto cose bellissime, ha portato questa società ad altissimi livelli. Insigne è un calciatore fenomenale, un piacere vederlo giocare. Sarebbe ingiusto nei suoi confronti, per quello che ha dato a Napoli e ai napoletani, che non gli venisse riconosciuto dalla sua gente".

Su un ricordo con Spalletti sulla panchina dell'Udinese

"Ce ne sono tanti. Ho lavorato con lui in un triennio favoloso. C’è stato un momento in cui le cose stavano andando bene perché eravamo una grande squadra con un allenatore e uno staff di un certo tipo. Prima della metà del campionato ci siamo garantiti la permanenza in Serie A ed è venuto a chiedermi ‘Capitano, cosa facciamo adesso?’. Gli ho risposto ‘Non ci pensiamo neanche, si va giù a manetta a prenderci l’Europa. Non so quale ma ce la prendiamo’. Quindi non era in discussione questa cosa qui ma sono convinto che volesse sentirsi dire questo. Da lì abbiamo fatto cose immense, siamo arrivati in Champions League con lui. Questa è la fotografia di chi è Spalletti, del suo modo di fare il suo lavoro e la determinazione che ci mette. Un aggettivo per Spalletti? Permaloso".