Sulla sfida di Europa League con la Roma: "Sarà difficilissima. Loro stanno facendo molto bene e noi siamo in una fase di transizione, ma il Panathinaikos sarà pronto per competere".
Sull'Italia: "Se mi manca? Sto bene qui in Grecia, ma fortunatamente di tutti i Paesi in cui sono stato ho ottimi ricordi. Pregi e difetti del calcio italiano? È molto competitivo: questo è l’aspetto positivo. Allo stesso tempo, però, questa altissima esigenza di risultati lascia poco spazio ai giovani e diventa un fattore negativo per lo sviluppo dei tanti talenti che l’Italia possiede".
Sulla differenza tra gli impianti in Italia e in Grecia: "Tanti club stanno investendo nelle strutture. Noi abbiamo già un centro sportivo con tutto il necessario per sviluppare il nostro lavoro e il presidente vuole migliorarlo, per favorire la prima squadra e il settore giovanile. Inoltre al Panathinaikos stanno già costruendo il nuovo stadio".
Sul Napoli: "Anche Conte parla di business plan? Certo, la crescita dei club non riguarda solo il campo, ma tutti i reparti. Se dipendi solo dai risultati può mancarti la stabilità, che è invece fondamentale per crescere. Se mi aspettavo che il Napoli tornasse campione? Sì e no. Sì, perché hanno quella stabilità di cui un club ha bisogno, una buona rosa e un bravo tecnico, che sa valorizzare i giocatori. No, perché rivali come Inter, Juventus o Milan hanno il livello per vincere lo scudetto. Per questo ciò che sta facendo il Napoli ha grande valore".
Sulla lotta scudetto: "Chi vincerà? È presto per dirlo. Le squadre di vertice hanno ottime rose e i titoli si vincono negli ultimi dieci turni".
Sulle italiane in Europa: "Tornerete a vincere, ne sono sicuro. Avete buone squadre e allenatori. La difficoltà è che molti grandi club europei hanno tanti soldi e possono permettersi i migliori giocatori, ma l’Italia si rialzerà e tornerà protagonista. Qual è il segreto per vincere nelle Coppe? Gestire bene la rosa, perché bisogna arrivare a quelle partite con energia. Poi avere buoni giocatori e grande motivazione. Infine prendere le decisioni giuste nei momenti chiave".
Sull'avventura in Grecia: "Se vincerò anche qui? È un progetto di due anni e mezzo. Nessuno mi chiede di vincere subito: l’obiettivo è costruire e rendere di nuovo la squadra competitiva. Non so se ci vorranno mesi o un anno, ma ci riusciremo".
Sul possibile futuro da allenatore di una nazionale: "Se mi vedrei come CT? Sì, se ci saranno le condizioni giuste. È un’idea che mi piace in prospettiva futura".
Sulle favorite per il Mondiale: "Chi vince? Ah ah ah. La domanda è già indirizzata. Ovviamente il Brasile è uno dei candidati, ma non bisogna dimenticare la Spagna e penso sempre che la Francia sia una grande squadra per il titolo. Mi piace molto pure l’Argentina".
Sull'augurio a tutti i tifosi per il 2026: "Si godano il calcio con passione e rispetto: saranno più felici".
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