Sul Mondiale: "Se mi piace la formula con 48 squadre? Sinceramente no. Ci sono già moltissime partite a tutti i livelli e questo aumenta il numero di gare e allunga il calendario. Inoltre la differenza di livello tra le squadre è molto grande. Capisco che nuove nazionali possano godersi il torneo, ma non credo che questo aiuti la qualità dello spettacolo. Grecia non qualificata e Italia ai playoff? La Grecia migliorerà: è giovane e ha un buon CT, sta crescendo. L’Italia di Gattuso si qualificherà: è troppo forte per non farlo".
Sull'avventura al Panathinaikos: "Sono contento. La gente è gentile e il club ha un bel progetto. Non sarà facile, lavoriamo con entusiasmo per riportare il club al suo livello. Dicono che io sia il miglior allenatore mai arrivato in Grecia? Fa piacere sentire parlare bene di sé. Cercherò di ripagare la fiducia con miglioramenti e risultati".
Sulla sfida di Europa League con la Roma: "Sarà difficilissima. Loro stanno facendo molto bene e noi siamo in una fase di transizione, ma il Panathinaikos sarà pronto per competere".
Sull'Italia: "Se mi manca? Sto bene qui in Grecia, ma fortunatamente di tutti i Paesi in cui sono stato ho ottimi ricordi. Pregi e difetti del calcio italiano? È molto competitivo: questo è l’aspetto positivo. Allo stesso tempo, però, questa altissima esigenza di risultati lascia poco spazio ai giovani e diventa un fattore negativo per lo sviluppo dei tanti talenti che l’Italia possiede".
Sulla differenza tra gli impianti in Italia e in Grecia: "Tanti club stanno investendo nelle strutture. Noi abbiamo già un centro sportivo con tutto il necessario per sviluppare il nostro lavoro e il presidente vuole migliorarlo, per favorire la prima squadra e il settore giovanile. Inoltre al Panathinaikos stanno già costruendo il nuovo stadio".
Sul Napoli: "Anche Conte parla di business plan? Certo, la crescita dei club non riguarda solo il campo, ma tutti i reparti. Se dipendi solo dai risultati può mancarti la stabilità, che è invece fondamentale per crescere. Se mi aspettavo che il Napoli tornasse campione? Sì e no. Sì, perché hanno quella stabilità di cui un club ha bisogno, una buona rosa e un bravo tecnico, che sa valorizzare i giocatori. No, perché rivali come Inter, Juventus o Milan hanno il livello per vincere lo scudetto. Per questo ciò che sta facendo il Napoli ha grande valore".
Sulla lotta scudetto: "Chi vincerà? È presto per dirlo. Le squadre di vertice hanno ottime rose e i titoli si vincono negli ultimi dieci turni".
Sulle italiane in Europa: "Tornerete a vincere, ne sono sicuro. Avete buone squadre e allenatori. La difficoltà è che molti grandi club europei hanno tanti soldi e possono permettersi i migliori giocatori, ma l’Italia si rialzerà e tornerà protagonista. Qual è il segreto per vincere nelle Coppe? Gestire bene la rosa, perché bisogna arrivare a quelle partite con energia. Poi avere buoni giocatori e grande motivazione. Infine prendere le decisioni giuste nei momenti chiave".
Sull'avventura in Grecia: "Se vincerò anche qui? È un progetto di due anni e mezzo. Nessuno mi chiede di vincere subito: l’obiettivo è costruire e rendere di nuovo la squadra competitiva. Non so se ci vorranno mesi o un anno, ma ci riusciremo".
Sul possibile futuro da allenatore di una nazionale: "Se mi vedrei come CT? Sì, se ci saranno le condizioni giuste. È un’idea che mi piace in prospettiva futura".
Sulle favorite per il Mondiale: "Chi vince? Ah ah ah. La domanda è già indirizzata. Ovviamente il Brasile è uno dei candidati, ma non bisogna dimenticare la Spagna e penso sempre che la Francia sia una grande squadra per il titolo. Mi piace molto pure l’Argentina".
Sull'augurio a tutti i tifosi per il 2026: "Si godano il calcio con passione e rispetto: saranno più felici".
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