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Antonio Nocerino: “Ibra? si allena ancora come una bestia e fa la differenza”

Salvatore Troise

Antonio Nocerino ha giocato con Zlatan Ibrahimovic, ha vissuto una stagione al Milan. Nocerino consiglierebbe a De Laurentiis anche di spendere cifre importanti pur di averlo? «Lo prendo in braccio e lo porto a Napoli se il Presidente me...

Antonio Nocerino ha giocato con Zlatan Ibrahimovic, ha vissuto una stagione al Milan.

Nocerino consiglierebbe a De Laurentiis anche di spendere cifre importanti pur di averlo?

«Lo prendo in braccio e lo porto a Napoli se il Presidente me lo consente.Magari venisse: lui è un campione che porta benefici a tutti: dall’ambiente ai

calciatori, tutti migliorano seguendo un uomo ed un atleta del suo spessore. Anche i ragazzi che sono ora in squadra potrebbero crescere con lui. Il

Napoli non ha campioni del calibro di Ibra o di CR7: ha dei buonissimi calciatori,ma nessuno di questo livello. Con la mentalità di Ibra potrebbero

diventare campioni: mentalmente è una bestia».

E come si diventa una bestia? «Pretendendo, prima di tutto da se stessi. Lui pretende di dare sempre il massimo, non il 100%, ma il 300%: non si accontenta mai, è incredibile. Chi è abituato a vincere, non è mai sazio di vincere. Chi si accontenta del poco, vincerà sempre meno. Ibra si allena sempre al top, ambisce ancora oggi a migliorarsi e soprattutto vuole vincere. Per questo lui è un campionissimo: a 38 anni lo vogliono tutti per questo

motivo, già solo per il suo modo di allenarsi. Questo fa la differenza. Altrimenti a 38 anni non potrebbe giocare così».

C’è un momento particolare che la lega ad Ibrahimovic?

«È bastato un allenamento per farmi capire con chi avessi a che fare: il primo che ho fatto con lui al Milan. Prima palla, primo contrasto,mi fa fare un volo di cinque metri. Tutto questo senza spingermi: gli è bastato un colpo con l’anca per farmi fare un salto di cinque metri e io non sono mai stato uno morbido. Lì ho capito subito come funziona con Zlatan: devi andare a 2000 all’ora, devi dare sempre tutto, il suo era un avvertimento. Chissà dove mi avrebbe mandato con un altro colpetto dei suoi (ride, ndr).  Quando vedi che Zlatan ogni attimo viaggia a 2000 all’ora, allora ti scatta quella scintilla,  quello che ti fa pedalare. I risultati li vedi, ti trasmette una mentalità fantastica, vincente».

Il Mattino