Da Maradona ad Allegri: il San Carlo palco del nuovo corso azzurro - Mattino
Come racconta l'edizione odierna de Il Mattino, il Napoli torna al Teatro San Carlo per presentare Massimiliano Allegri, in un ideale passaggio di consegne tra il mito di Diego e il futuro della squadra. A seguire l'articolo.
Allegri e il legame con Napoli: dal ricordo di Maradona alla sfida dello scudetto
"Da Maradona ad Allegri, il San Carlo torna a essere il palcoscenico del Napoli. Dopo nove anni e sei mesi, dal tributo a chi ha scritto la storia del calcio e della città al racconto del nuovo progetto azzurro. Da Diego a Max, che da agosto siederà sulla panchina dello stadio intitolato al Pibe.SSC Napoli v Juventus - Serie A TIM
De Laurentiis, dopo aver presentato Garcia nella Reggia di Capodimonte e Conte nel teatro di corte di Palazzo Reale, ha scelto di aprire le porte del Massimo per il tecnico chiamato a sostituire Antonio.
C'era anche il presidente quella sera del 16 gennaio 2017 al San Carlo, quando davanti a 1.300 spettatori (biglietti da 300 a 198 euro) salì sul palco Diego, elegante in abito scuro. "Maradona Live Tre volte 10" fu l'omaggio del regista tifoso Alessandro Siani: un viaggio nei ricordi che commosse anche per le parole del Capitano.
Tra i momenti più emozionanti, le frasi rivolte a Diego Jr., il figlio avuto da Cristiana Sinagra nel 1986 e fino ad allora mai riconosciuto pubblicamente: «Ti chiedo scusa dopo trent'anni».
E poi quelle dedicate ai ragazzi di Napoli, ai quali aveva rivolto il primo pensiero quando era sbarcato in città il 5 luglio dell'84. Quella sera disse: «Non prendete droga e non sparate, vincete come ho vinto io».
E ancora, a testimonianza dell'amore infinito tra Diego e Napoli: «Io non tradisco».
De Laurentiis era in platea e proprio in quell'occasione anticipò per Maradona il progetto di un ruolo da ambasciatore del Napoli. Un mese dopo arrivò il "debutto" a Madrid, in occasione della sfida di Champions contro il Real. Prima della partita Diego entrò nello spogliatoio del Bernabeu per caricare Sarri e gli azzurri.
Poi non fu più visto accanto al Napoli. Tornò in città il successivo 5 luglio, quando il sindaco de Magistris gli conferì la cittadinanza onoraria, con due momenti tra Palazzo San Giacomo e piazza Plebiscito.
Martedì Allegri entrerà al San Carlo e in quella città che aveva già vissuto, seppur per poco, ventinove anni fa, quando il maestro Galeone lo volle nella sua squadra azzurra che poi sarebbe retrocessa.
Da avversario, guidando Juventus e Milan, ha conosciuto la forza della passione dei tifosi napoletani. Un'energia capace di spaventare chiunque. Per questo serve un condottiero in grado di accendere quel fuoco.
Come era accaduto con Spalletti e Conte, gli allenatori che hanno conquistato gli ultimi due scudetti. Entrambi erano riusciti a entrare in sintonia con la città e a coinvolgere il gruppo di lavoro a Castel Volturno. Il risultato furono i trionfi del 2023 e del 2025.
Quando a Napoli c'era Diego, il giovane Allegri frequentava i campi della provincia e giocava nelle categorie inferiori, dalla Serie C in giù. I due si sarebbero ritrovati anni dopo a Londra, quando Max allenava la Juventus.
Era il 23 ottobre 2017, durante un evento della Fifa. Dopo l'abbraccio tra il Pibe e Messi, nel foyer ci fu l'incontro tra Maradona, Ancelotti e Allegri. Un video pubblicato su YouTube mostra Max emozionato mentre posa per una foto con Diego e ascolta i suoi racconti: dai duelli con Ancelotti alle battute con i compagni del Napoli.
«Un giorno Renica mi chiese come avremmo dovuto giocare e io risposi: dalla a me la palla...». Semplice, no? Allegri esplose in una risata.
Max vive la grande ribalta da allenatore: Milan, Juventus e ora Napoli. Da calciatore, invece, aveva conosciuto soprattutto la provincia. A Pescara incontrò chi gli avrebbe cambiato la carriera: Giovanni Galeone.
«Galeone mi conquistò con discorsi sulla parte sportiva e tecnica che sono attuali anche dopo quarant'anni», raccontò Allegri a Pescara a fine maggio, durante la premiazione dedicata al tecnico scomparso nello scorso novembre. Si commosse e pianse.
Erano le stesse ore in cui il suo agente Branchini definiva l'accordo con il Napoli: un segno del destino.
Nato a Napoli e allenatore degli azzurri per un breve e difficile periodo, Galeone raccontò di aver realizzato il suo sogno quando un giorno Maradona gli disse: «Devi venire ad allenare il Napoli».
Diego lo aveva chiesto soltanto a un altro tecnico: Sacchi. Al San Paolo avrebbe voluto vedere un calcio libero, senza vincoli, «senza pensare a quello che dice il mister», come spiegò ad Allegri quella sera a Londra."
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