De Laurentiis, dopo aver presentato Garcia nella Reggia di Capodimonte e Conte nel teatro di corte di Palazzo Reale, ha scelto di aprire le porte del Massimo per il tecnico chiamato a sostituire Antonio.
C'era anche il presidente quella sera del 16 gennaio 2017 al San Carlo, quando davanti a 1.300 spettatori (biglietti da 300 a 198 euro) salì sul palco Diego, elegante in abito scuro. "Maradona Live Tre volte 10" fu l'omaggio del regista tifoso Alessandro Siani: un viaggio nei ricordi che commosse anche per le parole del Capitano.
Tra i momenti più emozionanti, le frasi rivolte a Diego Jr., il figlio avuto da Cristiana Sinagra nel 1986 e fino ad allora mai riconosciuto pubblicamente: «Ti chiedo scusa dopo trent'anni».
E poi quelle dedicate ai ragazzi di Napoli, ai quali aveva rivolto il primo pensiero quando era sbarcato in città il 5 luglio dell'84. Quella sera disse: «Non prendete droga e non sparate, vincete come ho vinto io».
E ancora, a testimonianza dell'amore infinito tra Diego e Napoli: «Io non tradisco».
De Laurentiis era in platea e proprio in quell'occasione anticipò per Maradona il progetto di un ruolo da ambasciatore del Napoli. Un mese dopo arrivò il "debutto" a Madrid, in occasione della sfida di Champions contro il Real. Prima della partita Diego entrò nello spogliatoio del Bernabeu per caricare Sarri e gli azzurri.
Poi non fu più visto accanto al Napoli. Tornò in città il successivo 5 luglio, quando il sindaco de Magistris gli conferì la cittadinanza onoraria, con due momenti tra Palazzo San Giacomo e piazza Plebiscito.
Martedì Allegri entrerà al San Carloe in quella città che aveva già vissuto, seppur per poco, ventinove anni fa, quando il maestro Galeone lo volle nella sua squadra azzurra che poi sarebbe retrocessa.
Da avversario, guidando Juventus e Milan, ha conosciuto la forza della passione dei tifosi napoletani. Un'energia capace di spaventare chiunque. Per questo serve un condottiero in grado di accendere quel fuoco.
Come era accaduto con Spalletti e Conte, gli allenatori che hanno conquistato gli ultimi due scudetti. Entrambi erano riusciti a entrare in sintonia con la città e a coinvolgere il gruppo di lavoro a Castel Volturno. Il risultato furono i trionfi del 2023 e del 2025.
Quando a Napoli c'era Diego, il giovane Allegri frequentava i campi della provincia e giocava nelle categorie inferiori, dalla Serie C in giù. I due si sarebbero ritrovati anni dopo a Londra, quando Max allenava la Juventus.
Era il 23 ottobre 2017, durante un evento della Fifa. Dopo l'abbraccio tra il Pibe e Messi, nel foyer ci fu l'incontro tra Maradona, Ancelotti e Allegri. Un video pubblicato su YouTube mostra Max emozionato mentre posa per una foto con Diego e ascolta i suoi racconti: dai duelli con Ancelotti alle battute con i compagni del Napoli.
«Un giorno Renica mi chiese come avremmo dovuto giocare e io risposi: dalla a me la palla...». Semplice, no? Allegri esplose in una risata.
Max vive la grande ribalta da allenatore: Milan, Juventus e ora Napoli. Da calciatore, invece, aveva conosciuto soprattutto la provincia. A Pescara incontrò chi gli avrebbe cambiato la carriera: Giovanni Galeone.
«Galeone mi conquistò con discorsi sulla parte sportiva e tecnica che sono attuali anche dopo quarant'anni», raccontò Allegri a Pescara a fine maggio, durante la premiazione dedicata al tecnico scomparso nello scorso novembre. Si commosse e pianse.
Erano le stesse ore in cui il suo agente Branchini definiva l'accordo con il Napoli: un segno del destino.
Nato a Napoli e allenatore degli azzurri per un breve e difficile periodo, Galeone raccontò di aver realizzato il suo sogno quando un giorno Maradona gli disse: «Devi venire ad allenare il Napoli».
Diego lo aveva chiesto soltanto a un altro tecnico: Sacchi. Al San Paolo avrebbe voluto vedere un calcio libero, senza vincoli, «senza pensare a quello che dice il mister», come spiegò ad Allegri quella sera a Londra."
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