E poi lo ricorda da avversario. Soprattutto contro Sarri. Da juventino, Max ne ha inflitti di dolori a questa piazza. Senza però mai fare lo sbruffone. Non solo. Incassò senza tacere l’ostentato saluto di Spalletti che lo rincorse dopo il 5-1 targato Osimhen e Kvaratskhelia. Napoli ancora non sa quanto Allegri sia un lavoratore impegnato sempre alla costruzione e mai alla distruzione. Perennemente votato alla ricerca della soluzione, mai al lamento. Napoli non sa, ma imparerà a conoscerlo, quanto sia emotivo e quanto i livornesi e i napoletani possano somigliarsi. Ai primi cinque minuti da Allegri, per intenderci quelli in cui butta la giacca in terra, oppure grida “dov’è Rocchi?”, scatteranno i primi idilli. Napoli ha una innata diffidenza per i vincenti. Nonostante la storia della squadra sia cambiata, la città e la tifoseria continuano a percepirsi come underdog. Come se fossero perennemente insicuri. Come se non si rendessero conto che i tempi sono cambiati. Poi, però, quando i potenti passano dalla loro parte, ne subiscono il fascino. È stato così con Antonio Conte, soprattutto il primo anno. Quando si vince, va bene chiunque. Il passato non conta più".
La lunga attesa per l'annuncio
—"Il mese di attesa per l’annuncio di Max sulla panchina del Napoli è stato benedetto. La furia social dei primi giorni (da non confondere col consenso della tifoseria) si è via via attenuata. Sono subentrate la curiosità e la consapevolezza di aver portato a Napoli uno degli allenatori più vincenti della Serie A. I livorosi della prima ora sono diventati giudiziosi, attendisti e persino ben disposti. Napoli ha riflettuto. E ora da Allegri si aspetta che faccia Allegri. Quel che hanno detestato quando era bianconero, vorrebbero ritrovarlo dalla loro parte. Sono consapevoli che è l’uomo più adatto per gestire il post-Conte, con calciatori spremuti da metodi tanto efficaci quanto logoranti. Si aspettano che li guidi in battaglia da grande stratega. Che, nonostante l’etichetta di aziendalista (qui non è un complimento), sappia toccare i tasti giusti con De Laurentiis. Al fondo, anche se non tutti hanno il coraggio di ammetterlo, Napoli da Allegri si aspetta che li tratti come trattò la Juventus post-Conte. Che li porti a vincere".
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