Calcio Napoli 1926
I migliori video scelti dal nostro canale

calcionapoli1926 rassegna La ricetta di Allegri per conquistare i giocatori: la differenza con Conte – Mattino

ultimissime calcio napoli

La ricetta di Allegri per conquistare i giocatori: la differenza con Conte – Mattino

allegri napoli
Il tecnico livornese sa già come far dimenticare il suo predecessore
Sara Ghezzi

Massimiliano Allegri sostituirà Antonio Conte come accadde 12 anni fa alla Juventus. Il tecnico livornese è un vincente come il suo predecessore salentino, ma come sottolinea l'edizione odierna de Il Mattino, e come Max stesso ha detto nel suo libro, ci sono delle differenze tra i due anche nella gestione dello spogliatoio. A seguire un estratto dell'articolo.

La ricetta di Allegri per ottenere la fiducia: c'è una differenza con Conte

—  

"Dopo due anni di Conte, ecco Allegri nello spogliatoio del Napoli. Come guadagnarsi la fiducia dei giocatori, al di là dell'indiscutibile personalità e del ricco curriculum? «Con empatia, autenticità e metodo. L'empatia è la capacità di immedesimarsi negli stati d'animo altrui. I giocatori si sentono compresi e avvertono che l'allenatore sta dalla loro parte. In più, l'empatia che io trasmetto loro ne produce altra fra gli stessi giocatori. L'autenticità, la capacità di restare sé stessi e di essere valorizzati come tali, viene percepita e quindi i giocatori si applicano il doppio per eseguire ciò che una persona vera ha suggerito loro. Il metodo, inteso come l'insieme delle indicazioni e dei temi tattici, fornisce una "direzione" ai giocatori: è un po' come la stella cometa per i Re Magi. E quell'obiettivo diventa una specie di idea guida: una monoidea». La leadership è di un allenatore autorevole, non autoritario. E qui c'è un parallelo con Conte, di cui Allegri raccoglie l'eredità già 12 anni fa alla Juventus. «Essere autorevoli non significa certo diventare autoritari. I giocatori fanno parte del progetto, per cui il ruolino di marcia di una squadra dipenderà molto dal rapporto che intercorre tra l'allenatore ei suoi ragazzi. Al mister spettano le decisioni, è vero, ma non dovrà eccedere nel porre sé stesso al centro del progetto perché in questo caso rischierebbe di avere attorno a sé giocatori non pensanti o, in generale, un clima di gruppo negativo o per lo meno poco reattivo. La soluzione ideale è quella in cui l'allenatore prima di decidere si confronta con i ragazzi facendoli sentire importanti. Così facendo ciascun giocatore si sentirà parte del progetto e non tagliato fuori. Si sentirà una tessera del mosaico, piccola ma insostituibile». E Conte? Si legge nelle pagine del libro "È molto semplice": «Aveva vinto molto con la Juve e per di più era noto per il suo carattere forte e la sua propensione a farsi sentire negli spogliatoi. In più di un'occasione mi soffermavo a sottolineare di aver trovato un gruppo con regole, disciplina e grande cultura del lavoro. Da parte mia, portai una filosofia un po' diversa perché ogni allenatore ha il suo modo di vedere il calcio e di vincere. Io ho avuto grandi allenatori che insegnavano senza alzare la voce e altri che urlavano molto ma senza insegnarti nulla»".