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Alisson Santos ci ha messo poco ad entrare nel cuore del Napoli
Alisson Santos è arrivato a Napoli in sordina, eppure in poche settimane è riuscito a conquistar la fiducia di Conte e il cuore dei tifosi che vedono in quel velocissimo brasiliano l'erede del bello che fu. Ne ha parlato l'edizione odierna de Il Corriere dello Sport. A seguire un estratto dell'articolo.
"Speedy Alisson ci ha messo sette minuti per segnare un gol al Torino, il secondo su due partite in casa come accadde a Callejon e Milik e il secondo in quattro giornate di campionato con il Napoli. Tre da titolare: è lui, il vero volto nuovo della squadra. L’acquisto insospettabile, il colpo di gennaio sul quale il ds Manna ha scommesso con il paracadute del diritto di riscatto: prestito da poco più di 3 milioni e opzione da 17 circa. Una fiche, un salto che qualcuno aveva interpretato come avventato, nel buio, e che invece finora ha prodotto punti e ottime sensazioni. Per il presente e il futuro: di questo passo, l’acquisto è scontato.
Ali, nel frattempo, gioca. Corre tanto e forte: un velocista di gambe e di pensiero, a tratti micidiale negli uno contro uno che Conte gli chiede di provare sempre con la sfrontatezza che ha dimostrato contro il Torino e la Roma. Due prestazioni da incorniciare, quella con il Toro addirittura da migliore in campo. E comunque risolutivo: gol del 2-2 con i giallorossi e venerdì, invece, quello dell’1-0. Il primo dodici minuti dopo il suo ingresso in campo, saltando in corsa su un treno in bilico sulle rotaie, e il secondo dopo sette. Giocando la terza partita consecutiva da titolare dopo quelle con Atalanta e Verona. Una grande novità per lui, verrebbe da dire, considerando che con lo Sporting non era mai partito dal primo minuto in campionato, mai, e dall’inizio aveva perlopiù frequentato le coppe (cinque dal 1’, una in Champions). Eppure, nessun problema: tanto da diventare decisivo per la qualificazione diretta agli ottavi con il gol della vittoria sull’Athletic all’ultima della prima fase. Da speedy, come sempre: dentro all’87’ e a segno al 94’. I soliti sette minuti. Una quantità di tempo che in questa stagione è stata spesso sufficiente per andare in copertina: gliene erano bastati 6 per segnare gli altri due gol realizzati in Champions contro il Kairat all’esordio e l’OM alla terza giornata. E sempre da subentrato. In mezzo, la sfida con il Napoli al Maradona: anche in quel caso entrò dalla panchina, ma non incise. Forse una forma di rispetto inconsapevole nei confronti del suo prossimo futuro".
"Manna lo notò in quella partita: entrò al 67’ e catturò l’attenzione del d s. Era il 1° ottobre 2025: da quel momento, antenne dritte. Analisi, video e idee che diventano occasione con l’arrivo del mercato e la rivoluzione inattesa: via Lang, serve un uomo in grado di giocare a sinistra, meglio se a piede invertito, e soprattutto di aumentare l’impatto offensivo. Detto, fatto: in quattro partite di campionato più una di Coppa Italia, Ali ha già segnato più di Noa. Due gol contro uno, a dispetto di un xG complessivo di 0,46: una rete e mezza in più rispetto alle attese. Sarà un caso, saranno congiunzioni a strali favorevoli, ma la questione sta diventando molto seria: Alisson ha strappato fiducia e considerazione, tanto da autorizzare anche i primi parallelismi con Neres, brasiliano come lui. Stati diversi: paulista David, bahiano il collega. Ma stessa matrice sudamericana. Niente male davvero. Magari sarà anche la sensazione che prova quando torna a casa: ha preso in affitto l’appartamento di Posillipo che fu di Kvaratskhelia e come lui gioca a sinistra. Mettiamola così: respirare la stessa aria di Kvara gli fa bene".
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