Ali, nel frattempo, gioca. Corre tanto e forte: un velocista di gambe e di pensiero, a tratti micidiale negli uno contro uno che Conte gli chiede di provare sempre con la sfrontatezza che ha dimostrato contro il Torino e la Roma. Due prestazioni da incorniciare, quella con il Toro addirittura da migliore in campo. E comunque risolutivo: gol del 2-2 con i giallorossi e venerdì, invece, quello dell’1-0. Il primo dodici minuti dopo il suo ingresso in campo, saltando in corsa su un treno in bilico sulle rotaie, e il secondo dopo sette. Giocando la terza partita consecutiva da titolare dopo quelle con Atalanta e Verona. Una grande novità per lui, verrebbe da dire, considerando che con lo Sporting non era mai partito dal primo minuto in campionato, mai, e dall’inizio aveva perlopiù frequentato le coppe (cinque dal 1’, una in Champions). Eppure, nessun problema: tanto da diventare decisivo per la qualificazione diretta agli ottavi con il gol della vittoria sull’Athletic all’ultima della prima fase. Da speedy, come sempre: dentro all’87’ e a segno al 94’. I soliti sette minuti. Una quantità di tempo che in questa stagione è stata spesso sufficiente per andare in copertina: gliene erano bastati 6 per segnare gli altri due gol realizzati in Champions contro il Kairat all’esordio e l’OM alla terza giornata. E sempre da subentrato. In mezzo, la sfida con il Napoli al Maradona: anche in quel caso entrò dalla panchina, ma non incise. Forse una forma di rispetto inconsapevole nei confronti del suo prossimo futuro".
Manna incantato dal brasiliano che respira l'aria di Kvara
—"Manna lo notò in quella partita: entrò al 67’ e catturò l’attenzione del d s. Era il 1° ottobre 2025: da quel momento, antenne dritte. Analisi, video e idee che diventano occasione con l’arrivo del mercato e la rivoluzione inattesa: via Lang, serve un uomo in grado di giocare a sinistra, meglio se a piede invertito, e soprattutto di aumentare l’impatto offensivo. Detto, fatto: in quattro partite di campionato più una di Coppa Italia, Ali ha già segnato più di Noa. Due gol contro uno, a dispetto di un xG complessivo di 0,46: una rete e mezza in più rispetto alle attese. Sarà un caso, saranno congiunzioni a strali favorevoli, ma la questione sta diventando molto seria: Alisson ha strappato fiducia e considerazione, tanto da autorizzare anche i primi parallelismi con Neres, brasiliano come lui. Stati diversi: paulista David, bahiano il collega. Ma stessa matrice sudamericana. Niente male davvero. Magari sarà anche la sensazione che prova quando torna a casa: ha preso in affitto l’appartamento di Posillipo che fu di Kvaratskhelia e come lui gioca a sinistra. Mettiamola così: respirare la stessa aria di Kvara gli fa bene".
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