Sfida tra colossi
—"La fisicità è il tratto più visibile e accomunante. Akanji e Hojlund sono due colossi, un metro e 88 il primo e un metro e 91 il secondo. Muscoli e spigolosità. Nella difesa a tre di Chivu, Akanji ha cominciato come centrale di destra, di fianco ad Acerbi. Poi è passato in mezzo e l’Inter ha svoltato. Nelle ultime sei giornate, l’Inter ha centrato un filotto di sei vittorie: appena due le reti subite, contro il Genoa e contro il Bologna. Akanji ha preso la guida della difesa. Bravo nelle uscite palla al piede e nei passaggi, perché possiede una tecnica da centrocampista, deve soltanto fare attenzione agli eccessi di confidenza. Contro il Bologna, all’inizio della ripresa, ha perso un pallone che poteva costare caro. All’Inter ha smentito quanti lo giudicano imperfetto nei contrasti. In Serie A, è stato fin qui respingente e urticante al contatto fisico. Veloce nonostante la stazza, ha capacità di recupero sul breve e sul lungo e questa dote gli sarà utile contro il Napoli, perché Hojlund è forte nel cavalcare la profondità, nel riempire gli spazi con la sua potenza. È probabile che il duello si risolva qui, negli spazi. Se Akanji disinnescherà Hojlund sui palloni verticali, lunghi o corti non farà differenza, l’Inter avrà più possibilità di successo. Viceversa sarà il Napoli a prevalere. Hojlund è un centravanti atipico. Esce ed entra dall’area, la svuota e la riempie, non dà riferimenti facili, e questo potrebbe creare qualche fastidio ad Akanj, che però è un giocatore scafato. La gioventù di Hojlund contro l’esperienza di Akanji".
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