Un intervento che toglie ossigeno all'ospitata prima ancora che cominci. Iodice prova a reggere il momento, ma il contesto è già compromesso: sei in diretta nazionale per promuovere il tuo primo film da protagonista e il tuo collega di studio dice al conduttore di liquidarti in tre minuti. Dopo un videomessaggio di Biagio Izzo e Francesco Paolantoni — un gesto di affetto dai due commedianti che conoscono bene il mondo in cui si muove Iodice — si torna in studio. Mammucari non ha esaurito le munizioni: "Il 19 esce, ma il 21 lo tolgono."
Una battuta costruita per ridere, certo. Ma il bersaglio è preciso, e l'effetto è quello di sminuire pubblicamente un film che non ha ancora avuto modo di essere valutato dal pubblico.
La risposta di Peppe Iodice
—Iodice non incassa in silenzio. La sua replica ha una doppia lettura: "Dici che stai scherzando e che mi vuoi bene perché sennò a Napoli scrivono che ce l'hai con me." Un riferimento che rimanda direttamente al caso Aldo Cazzullo-Sal Da Vinci, la vicenda che nelle settimane scorse aveva innescato un dibattito acceso. Ma Mammucari non ha intenzione di "accannare", come si dice a Roma e quindi mostra una lavagnetta con un appunto degli autori: chiedere a Mara Venier se vuole restare con Pino Strabioli.
Un'emergenza di scaletta, dunque. Legittima in un programma live. Ma il modo in cui viene gestita racconta qualcosa sul peso specifico di Peppe Iodice in quella puntata: l'ospite che doveva presentare il suo film si è trovato a fare i conti con una regia che aveva altro per la testa e un collega che non ha perso l'occasione di sottolinearlo davanti a tre milioni di telespettatori.
Noi non possiamo che gridare, a questo punto: Mi batte il corazon esce il 19 marzo. A prescindere da quello che pensa Teo Mammucari.
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