La presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò diventa ora oggetto di un’interrogazione parlamentare. A presentarla al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, è stato il senatore leghista Roberto Marti. Al centro della questione c’è la possibile incompatibilità con la legge Severino, che introduce il divieto di “pantouflage”: chi ha ricoperto incarichi apicali in un ente pubblico non può assumere, nei tre anni successivi, ruoli in soggetti privati sottoposti alla vigilanza dello stesso ente. Il nodo riguarda i rapporti tra il CONI, guidato da Malagò fino a giugno 2025, e la FIGC, oltre alla natura giuridica della federazione stessa. La norma, nata soprattutto per evitare conflitti di interesse nella pubblica amministrazione, viene oggi richiamata dagli oppositori della candidatura di Malagò.

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Elezioni FIGC, interrogazione su Malagò: il caso arriva anche in Parlamento
La presunta ineleggibilità di Malagò finisce in Parlamento: interrogazione al ministro Abodi
—Lo stesso Malagò ha però sempre minimizzato la vicenda, ricordando che già nel 2013 la legge era in vigore e non impedì a Gianni Petrucci di passare dalla presidenza del CONI a quella della Federbasket nel giro di poche settimane. L’interrogazione parlamentare ha comunque effetti concreti: Abodi dovrà rispondere entro 20 giorni e il caso approderà ufficialmente all’attenzione dell’ANAC, l’Autorità anticorruzione. Secondo indiscrezioni, l’ANAC avrebbe già espresso informalmente dubbi sulla reale esistenza del problema, ma ora potrebbe essere chiamata a pronunciarsi in modo formale. La vicenda conferma infine la freddezza del governo e della maggioranza verso la candidatura di Malagò, che nei giorni scorsi Abodi aveva definito, con una battuta, un “diversamente amico”.
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