Allegri: "La Juventus non muore mai, domani gara complicata. Anguissa va valutato"
Massimiliano Allegri interverrà alle 12.30 in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Napoli, in programma domani sera, 1° novembre, alle 20.45 all'Allianz Stadium. Una sfida delicata per entrambe le squadre: i bianconeri stanno attraversando una profonda crisi, con Spalletti che sembra ormai aggrappato a un filo, mentre gli azzurri arrivano da tre uscite che hanno mostrato segnali di ripresa. Il Napoli, però, dovrà fare a meno del proprio allenatore in panchina, con Allegri che sconterà la squalifica. Segui con noi la conferenza stampa del tecnico azzurro.
Juventus-Napoli, una gara dalle mille emozioni per Allegri: ma niente sconti
Sul ritorno a Torino e sulla partita: «È inutile ricordarlo sempre, ho passato dieci anni della mia carriera a Torino, poi ho mio figlio che vive lì. Domani sarà una bella partita, uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica. Non c'è una nuova filosofia: nelle ultime partite abbiamo segnato diversi gol, ma ne abbiamo anche subiti parecchi. Dobbiamo migliorare sia in fase di possesso che in quella di non possesso. Bisogna occupare tutto il campo e avere maggiore lucidità nel capire quando rallentare o accelerare. Dobbiamo correggere gli errori e migliorare ciò che facciamo nei diversi momenti della partita. Abbiamo vinto a Monza e non è mai facile: non è stata una partita semplice, Milinkovic ha fatto una grande parata sul 2-1. Non dobbiamo fare proclami, bisogna stare zitti. Dobbiamo sistemare la classifica, perché siamo indietro. Domani abbiamo uno scontro diretto e non sarà facile: è una squadra allestita per arrivare tra le prime quattro. Troveremo una squadra ferita, con qualità tecniche e in difficoltà, ma non è come la stanno dipingendo».GettyImages-2302225755_1200x675
Sulle condizioni degli infortunati e sulle difficoltà del Napoli: «Rrahmani ieri si è allenato, oggi vediamo come sta: se sarà abbastanza bene giocherà, altrimenti scenderà in campo uno tra Marianucci e Beukema. Anche Anguissa ha uno stato influenzale: se sta bene giocherà. Ieri stava meglio, ma devo vedere come andrà l'allenamento di oggi. Hojlund sta facendo ottime partite, ha realizzato un bel gol, ma ha sempre fornito grandi prestazioni. È difficile dire cosa ci manca: nei diversi momenti della partita dobbiamo migliorare la fase difensiva, perché contro la Roma abbiamo subito il 3-3 in una circostanza in cui si poteva fare meglio. La squadra ha un ottimo tasso tecnico, ma deve migliorare nella gestione della palla».
Sull'importanza della gara: «Ho avvertito l'importanza della partita: quando giro per la città vedo i tifosi e li capisco. Credo, però, che per una società come il Napoli, che sono quindici anni che lotta per i primi posti, sia riduttivo ridurre tutto a una partita. Penso che l'obiettivo sia arrivare tra le prime quattro e non sarà facile, oltre a dover superare il turno in Champions League. Solo in quel caso sarà una buona stagione. Se ci accontentiamo di vincere uno scontro diretto, Napoli e i suoi tifosi non devono ridursi a questo».
Sugli infortunati: «Abbiamo perso Lobotka, che è un giocatore importante e dovrebbe rientrare tra sei settimane. Fortunatamente, il piede non era poggiato a terra. Dopo la sosta recupereremo Neres, Favasuli e Spinazzola, mentre Alisson è più indietro. Il sostituto è Gilmour, poi c'è De Bruyne. Ci saranno comunque occasioni in cui giocheremo con due giocatori in quel ruolo».
Sulla Juventus: «La Juventus difficilmente muore, è una squadra forte e ha un allenatore bravo. In questi momenti di difficoltà le squadre si compattano, per questo sarà una gara difficile. Ci vorranno grande qualità tecnica e anche un po' di fortuna, che nel calcio non manca mai».
Sul cambiamento del calcio italiano: «Ci sono diverse componenti. C'entra l'aumento del tempo effettivo, perché quando c'è stanchezza o difendi con la palla tra i piedi oppure senza. Un'altra cosa è che siamo all'inizio e i punti contano, ma sono curioso di vedere cosa succederà a marzo, quando i punti serviranno per vincere lo scudetto, per la Champions o per non retrocedere: le cose cambiano. Sicuramente qualcosa è cambiato, ma poi tornerà tutto in equilibrio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA