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Gasperini: “Ranieri? Io ne sono rimasto fuori. Non c’è feeling con Massara”

Gasperini Ranieri
Le parole del tecnico giallorosso
Sara Ghezzi

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Bologna. Il tecnico della Roma ha parlato della situazione societaria con Ranieri che ha detto addio e con il rapporto quasi inesistente con Massara. A seguire le sue parole.

Gasperini: "Ranieri? Io resto fuori da questa macchina del fango"

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Quali sono le sue riflessioni su Ranieri e sul comunicato del club dove le viene ribadita la fiducia?

"Il comunicato evidenza due cose: la fiducia riposta in me, mai mancata da parte della società, fin dal primo giorno. E l'altra è che la Roma è davanti a tutto". 


Cosa l'ha lasciata più delusa dalle parole di Ranieri delle ultime settimane?

"Che non avevo mai avuto la sensazione di questi toni forti e duri, mai, in nessun incontro. Solo questo. E mi ha sorpreso molto".

In passato disse che è dentro Trigoria che dovete migliorare… Cosa serve ora per il salto di qualità?

"Lo ripeto: io non ho fatto nulla, punto. Questa situazione non l'ho creata io e non mi mettete sullo stesso piano. Io non ho mai creato problemi, a nessuno. Tempo fa avevo parlato di 'Trigoria'? Perché è qui che si fa calcio, e io faccio calcio, e basta, per il resto sono fuori da tutte le altre questioni. Ripeto: voglio parlare solo di calcio, non di altre situazioni dove sono stato tirato dentro. E spero che d'ora in poi si parli solo di questo, di calcio. E nient'altro".

Come si è passati dai sorrisi con Ranieri a non nominarlo nemmeno?

"Non lo so… Le vicende sono state sotto gli occhi di tutti e non mi sento di commentarle. Ripeto: ne sono stato fuori e non voglio partecipare a questa macchina del fango, che gira ogni giorno a diecimila giri. Io continuo a lavorare sulla squadra".

In Italia è possibile un ruolo da manager all'inglese? E a lei piacerebbe?

"Penso che serva più che mai il lavoro di squadra. Se lo chiediamo ai giocatori - di lavorare come gruppo — allora più che mai anche l'allenatore deve essere complementare col direttore sportivo in sede di mercato. Anzi, allenatore e ds dovrebbero essere responsabili insieme dei risultati e della formazione di una squadra, nel bene e nel male. Dovrebbero viaggiare in coppia. Molto spesso è successo che i ds parlavano con un allenatore e poi, alle spalle, ne contattavano un altro per sostituirlo. O che l'allenatore allenava e il ds faceva dirigente. E anche le proprietà vanno coinvolte, oggi le decisioni sono importanti e fare squadra è determinante, serve capire le esigenze del mercato, serve capirsi a vicenda, per arrivare al fine unico di migliorare la squadra".

E lei con Massara è complementare?

"E' una bravissima persona, ma sotto l'aspetto tecnico non abbiamo trovato feeling. Ma sempre e solo su temi riferiti alla squadra, non c'è mai stato nulla di personale tra noi. Siamo stati sempre molto professionali. Andrà via? Non lo decido io, c'è la società".

Le è mancato un po' parlare di calcio quest'anno?

"Sì, mi è mancato un po'. Starei ore a parlare di calcio, è una deformazione. E poi è anche più piacevole. Parliamo di calcio… Confrontarsi è fondamentale, a cose diverse non sono interessato". 

Le è mancato un po' parlare di calcio quest'anno?

"Sì, mi è mancato un po'. Starei ore a parlare di calcio, è una deformazione. E poi è anche più piacevole. Parliamo di calcio… Confrontarsi è fondamentale, a cose diverse non sono interessato". 

Con la proprietà state già programmando il futuro? Ora state recuperando pezzi importanti, serve un filotto?

"Il filotto è sempre buono, anche se ora i margini di errore stanno diminuendo. Futuro? No, siamo impegnati sul presente. Quando lo riterrà opportuno la società andremo a pensarci".

Il poco feeling con Massara ha rallentato la squadra?

"Non è che non fossi contento delle operazioni di Massara, gli ho sempre lasciato libertà e detto che se lui conosceva un giocatore allora doveva prenderlo, è il suo lavoro… Non c'è mai stata una mia chiusura su nessuno. Ma fin dal primo giorno ho chiesto di rinforzarci davanti, una richiesta normale, su tutto il resto non ho mai messo veti. Sì, sull'attacco ho insistito perché pensavo e penso sia il punto focale. Non mi sembrava una cosa così difficile da capire o che potesse creare tutta questa situazione…".