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Fabregas in conferenza: “Sono orgoglioso dei ragazzi! Conosco Conte, mi aspettavo una cosa”
Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa dopo aver conquistato le semifinali di Coppa Italia, battendo il Napoli ai rigori.
"Conosco Conte, so che veniva a pressare e fare la partita a prescindere dalle assenze. Abbiamo preparato un modulo con cui pensavo che se avessero aggredito lasciavano spazio per palleggiare con personalità: abbiamo avuto quattro occasioni importanti, giocheremo quattro partite in dieci giorni e tra San Siro e Juventus Stadium avremo solo 60 ore di riposo. Per questo devo ripartire il minutaggio, ho 17 giocatori a disposizione e Morata ancora non è al 100%. Anche Caqueret quando ha fatto l'attaccante centrale ha fatto bene, mi fido dei miei giocatori ed è fondamentale la loro risposta. Non possiamo negare che è un pezzettino di storia per il Como, non posso negarlo. Vittoria dedicata alla città, alla tifoseria, la meritano. Seconda volta che si va in semifinale, ma io non ho mai vinto una coppa arrivando in semifinale. Il calendario è tosto, giocheremo ora con la Fiorentina che non merita di essere dov'è. Dobbiamo essere sereni e piedi per terra, ma godersela. Parte del processo, un'esperienza importante, tanti ragazzi per la prima volta vivono questo. Io sono molto tranquillo, molto contento di quello che è successo. Sognare è gratis. Ringrazio perché faccio un lavoro che amo, i ragazzi mi danno la vita, tutto. Una gioia impressionante. Ringrazio di andare a letto oggi sapendo che facciamo ogni giorno di più il Como grande. Quando sei allenatore ti dicono che quando perdi è colpa tua, quando vinci è un'altra cosa. Ora umiltà. Migliore partita della stagione? No. Conte si vedeva che voleva vincerla, noi abbiamo saputo soffrire e competere, mi è piaciuto l'atteggiamento della squadra, abbiamo preso anche tante parole negative, critiche, siamo giovani... sono orgoglioso dei ragazzi, i rigori oggi erano difficili. Per la testa dei giocatori non era facile. Se toccava a Perrone? No, era una tattica. Avevo già visto che Palladino l'avesse fatto con Nico contro l'Atalanta. Quindi era per togliere un po' la pressione da Baturina. Si impara. Io sono responsabile di tutto quello che succede. Comunque, quando vinci sei un fenomeno e quando perdi malissimo. Io devo dare equilibrio alla squadra".
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