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Conte: “Dobbiamo trovare soluzioni, chi fa il calendario si passi una mano sulla coscienza”

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Il tecnico del Napoli in conferenza presenta la sfida di Champions contro il Copenaghen allo stadio Parken
Domenico D'Ausilio
Domenico D'Ausilio Caporedattore 

Antonio Conte, tecnico del Napoli, in conferenza presenta la sfida di Champions contro il Copenaghen allo stadio Parken  insieme a Rasmus Hojlund.

Copenaghen-Napoli, Conte in conferenza

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"Sono stato chiaro con i ragazzi da inizio stagione, cerchiamo di concentrarci su chi c'è, serve trovare soluzioni. L'abbiamo fatto in questi due giorni e mi auguro che domani quello che abbiamo fatto possiamo portarlo in campo. Inevitabile cambiare qualcosina, contro il Sassuolo abbiamo perso Politano e Rrahmani mentre Neres continua ad avere un problema alla caviglia che non riusciamo a risolvere. Dobbiamo trovare le soluzioni senza piangerci addosso, cercando di concentrarci su di noi e su cosa possiamo fare bene. Quando accadono cose imponderabili è difficile, ma dobbiamo giocarci le nostre chance.


Copenaghen fermo da un mese un vantaggio? Andare a valutare eventuali problemi dell'altra squadra è superfluo, siamo talmente concentrati su di noi che non abbiamo pensato a questa cosa. Veniamo da un tour de force, giochiamo ogni tre giorni ed è assurdo giocare quattro partite in nove giorni. Chi fa il calendario dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, ci sono stress fisici e mentali dispendiosi per i calciatori. Noi ci concentriamo su di noi, cercando di fare del nostro meglio sapendo di affrontare una ottima squadra, preparata tatticamente che in casa avrà uno stadio bello caldo. ci saranno i nostri tifosi e siamo contenti, ci daranno una grossa mano per fare qualcosa di speciale.

Sensazioni? Sono quelle di sempre, sensazioni positive, perché so di disporre di un gruppo di ragazzi che hanno sempre risposto in maniera importante, forse ancora di più nelle difficoltà. Io avrei sperato che diminuissero nel tempo e invece stanno crescendo, però questo non deve crearci problemi e i ragazzi lo sanno. Io ho grande fiducia, abbiamo studiato il Copenaghen e sappiamo i loro pregi e difetti: c'è un piano gara e sappiamo che ci giochiamo qualcosa di importante domani. Dovremo essere bravi, se poi alla fine della partita saranno stati più bravi loro, saremo i primi ad applaudire. Sicuramente non veniamo con il capo chino, questo deve essere chiaro. Domani affrontiamo la partita a testa alta, a giocarci le nostre chance. Dobbiamo credere nell'intesa e nel fatto di poterci giocare la partita.

Nuove energie in quale reparto? In questo momento pensiamo ad una partita importante per noi, parlare di cose fuori dal contesto non è molto opportuno. Col club c'è piena sintonia, abbiamo le stesse vedute e sappiamo cose oggettive: sappiamo di cosa abbiamo bisogno, per cercare di affrontare il resto della stagione. Per il resto concentriamoci su cosa dobbiamo fare domani, convogliamo tutte le energie sulla partita di domani. Per noi è importante come per il Copenaghen.

Cosa ha provato in queste due gare lontano dalla panchina? Non essere in panchina mi dà molto fastidio, perché viene a mancare quel filo conduttore tra me e i ragazzi durante la partita. Una cosa è dare indicazioni stando fuori dal campo, un'altra cosa è darle in maniera diretta e far sentire ai calciatori la presenza sia nei momenti positivi e soprattutto in quelli negativi, che io ci sono e sono lì al loro fianco. Però i ragazzi sono stati bravi e anche lo staff a sopperire a questa assenza.

Su Vergara? Per quanto riguarda i ragazzi come Vergara, Ambrosino, Marianucci, abbiamo portato anche due ragazzi della Primavera... devono stare svegli e devono stare pronti perché abbiamo bisogno. Si sono allenati con noi, hanno fatto dei progressi importanti, giocare una partita nel Napoli vale giocare 30 partite in Serie B. Giocarne una in Champions forse ne vale anche 60. Quindi contenti di averli con noi e di vedere questa crescita, devono stare a disposizione pronti a dare il contributo. Come ho detto ad Antonio (Vergara, ndr): 'Noi ti aiuteremo, ma tu ci devi aiutare, perché se ti metto in campo è perché mi aspetto un aiuto'. Lui lo può fare, Ambrosino lo può fare, questi ragazzi sono pronti per darci una mano".

Hojlund? Posso dire solo cose belle, è un ragazzo fantastico di 22 anni, nella mia idea ha grandi margini di miglioramento: in cinque mesi è migliorato tanto fisicamente e tatticamente, capisce i tempi di attacco, il modo di posizionare il suo corpo nel nostro modo di giocare. Rasmus è un giocatore molto importante per noi, può migliorare ancora: deve mantenere questa mentalità, essere umile è importante per lui e per noi. È un giocatore importante, è fortunato perché può lavorare con giocatori fantastici come Lukaku, Romelu può trasmettere la sua esperienza e lui è molto felice ed è un ragazzo fantastico. Nel mondo del calcio è importante".