Nessun giocatore risulta indagato: al centro dell’inchiesta un’agenzia di eventi di Milano finita ai domiciliari

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Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta che sta scuotendo il calcio italiano. Secondo Repubblica, al centro della vicenda c’è un’agenzia di eventi milanese i cui gestori sono finiti ai domiciliari con accuse di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e associazione a delinquere. Gli inquirenti della Procura di Milano parlano di almeno settanta calciatori professionisti presenti alle serate organizzate dall’agenzia. Nessuno dei giocatori, però, risulta al momento indagato. Dalle indagini emerge un sistema fatto di locali esclusivi della movida milanese, privè con bottiglie da 20mila euro, escort e, in alcuni casi, anche sostanze. Eventi che, secondo gli atti, sarebbero proseguiti perfino durante il lockdown, nonostante le restrizioni sanitarie. A far partire l’inchiesta sarebbe stata la denuncia di una delle ragazze coinvolte, presentata nell’estate del 2024. Tra gli elementi più delicati compare anche un’intercettazione in cui una giovane cerca di ricostruire la data di un incontro con un calciatore. I nomi degli sportivi citati restano oscurati nei documenti ufficiali, ma il caso continua ad alimentare forti polemiche.

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