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Pistocchi avverte: Genoa insidioso e solido, ma il Napoli resta favorito se sta bene grazie a una forte identità di gioco.
Maurizio Pistocchi, giornalista, ha analizzato in un post pubblicato su X la disfatta dell'Italia, eliminata per la terza volta consecutiva da un Mondiale in seguito alla sconfitta ai rigori in casa della Bosnia Erzegovina.
"Se volessi parlare di calcio, dovrei dire che Gattuso e il suo staff ( per modo di dire) dopo l’espulsione di Bastoni hanno sbagliato tutte le scelte: avrebbero dovuto mettersi a 4 dietro, con 4 centrocampisti e il solo Kean a fare la lotta : 4:4:1, magari con Dimarco alto a sx e Politano a dx, chiudere le fasce laterali con due linee strette e vicine e non lasciare alla Bosnia i cross a palla scoperta. Invece per avere superiorità in difesa - il libero anni ‘60- ci siamo consegnati al dominio territoriale della Bosnia, che sulle fasce laterali aveva Bajraktarevic a destra ( ottimo) e Memic a sx: guarda caso, decisivi negli episodi. Se volessi parlare di calcio dovrei anche dire che le sostituzioni di Gattuso sono state fatte a pene di segugio, sia nel reparto arretrato che a centrocampo: Palestra andava messo subito a dx, Frattesi per Barella è un errore inspiegabile, Pio Esposito ha senso se hai presenza sulle fasce e sei in grado di arrivare sul fondo . Se volessi parlare di calcio dovrei dire che persino le scelte dei rigoristi sono state poco condivisibili ( il + giovane che calcia per primo: neanche in terza categoria) Ma di calcio non si può più parlare, perché il calcio in Italia è finito da 20 anni, e molta responsabilità è dei dirigenti ( sono loro che fanno le scelte) e di chi fa comunicazione: in tv e sui giornali ancora c’è chi blatera “smettiamo di imitare Guardiola” quando nessuno qui l’ha mai fatto, visto che nessuno in Serie A fa calcio di posizione e con il falso9, a parte il Como, e dalla sedia ben pagata dagli abbonati vorrebbe tornare agli anni ‘60. Ma in Italia è inutile parlare di calcio, perché si pensa e si dice che il “calcio è semplice” e basta avere i giocatori migliori. La grande lezione di Arrigo Sacchi - che oggi compie 80 anni, AUGURI - e tutto quello che ha fatto per amore del giuoco, e per dare credibilità internazionale ad un calcio che veniva spesso umiliato nelle coppe e in Nazionale, oggi è andato smarrito come lacrime nella pioggia. E questi sono i risultati. Ps. A furia di criticare la costruzione dal basso, ci ha mandato a casa un gol preso sul rinvio del portiere".
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