Per la panchina è corsa a due
—"Quella per la panchina dell’Italia sembra ormai essere diventata una corsa a due tra Antonio Conte e Roberto Mancini, anche perché le quotazioni del terzo incomodo, il ct pro tempore Silvio Baldini, sono rapidamente scese nello spazio di pochi giorni a ridosso della doppia amichevole contro Lussemburgo e Grecia e Simone Inzaghi risulta molto indietro nelle gerarchie".
Perché Mancini non è più il favorito
—"Mancini era fino a pochi giorni fa il grande favorito, poi sono arrivate le perplessità di molti club di Serie A pronti a spingere per un altro ritorno, quello di Conte. Il ballottaggio è apertissimo. Per Malagò sono ore di riflessione, anche perché c'è da fare i conti con un budget limitato e con la scelta di un nuovo direttore tecnico che potrebbe incidere nella decisione finale".
Chi è l'unica certezza
—"In tutta questa incertezza però un primo tassello sembra essere vicino, quello del ruolo del team manager, che salvo colpi di scena sarà come già successo in passato Lele Oriali. Il campione del mondo ’82 nelle ultime settimane ha avuto contatti sia con Conte, con cui ha lavorato 6 anni tra Nazionale (Euro 2016), Inter e Napoli (due scudetti), sia con Mancini, con cui ha lavorato in totale 9 anni vincendo 3 scudetti e l’Europeo 2021, e si è detto pronto a tornare in azzurro qualunque sia il nuovo ct. In attesa di conoscere i nomi dei nuovi dt e ct, l’unica certezza si chiama Lele Oriali e da lui l’Italia riparte. Non c'è fretta ma neanche troppo tempo a disposizione, perché a settembre la Nazionale torna in campo. Il futuro azzurro chiama, è il momento delle scelte definitive".
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