Cosa cambierebbe per l'Italia
—"Nel frattempo l’Italia guidata da Gennaro Gattuso è ancora in corsa per qualificarsi sul campo. Il 26 marzo gli azzurri affronteranno l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff europei; in caso di vittoria dovranno poi giocare la finale contro una tra Bosnia e Galles. Si tratta di avversarie considerate insidiose, squadre molto fisiche e dinamiche. Se l’Italia dovesse superare i playoff, il tema del ripescaggio non si porrebbe. In caso contrario sarebbe la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, dopo le eliminazioni del 2017 contro la Svezia e del 2021 contro la Macedonia del Nord. Solo in quel caso la Federazione potrebbe guardare con attenzione all’eventuale rinuncia dell’Iran, che rappresenterebbe un precedente quasi unico nella storia del calcio".
Cosa prevede il regolamento FIFA per i ripescaggi
—"Il regolamento FIFA infatti non prevede una procedura precisa per i ripescaggi. L’unico riferimento è contenuto nell’articolo 6.7, secondo cui, in caso di ritiro di una squadra qualificata, l’organismo organizzatore «deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria»".
La prima ipotesi
—"Una delle ipotesi è la sostituzione con un’altra nazionale asiatica. In questo scenario l’Iraq, attualmente destinato allo spareggio intercontinentale del 31 marzo contro la vincente di Bolivia-Suriname, potrebbe essere inserito nel gruppo G, quello dell’Iran insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Gli Emirati Arabi Uniti prenderebbero invece il posto dell’Iraq nello spareggio".
La seconda ipotesi
—"Un’altra possibilità sarebbe il ricorso al ranking FIFA. In questo caso il 13° posto dell’Italia avrebbe un peso, perché gli azzurri sono la prima nazionale non qualificata nella top 20. A rendere la situazione più incerta sono arrivate anche le parole del presidente statunitense Donald J. Trump, che ha scritto su Truth: “La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza”. Il messaggio è arrivato dopo le dichiarazioni del presidente FIFA Gianni Infantino, che aveva parlato di un confronto diretto con il leader americano, e dopo quelle del ministro iraniano Ahmad Donjamali, che in televisione ha ribadito l’impossibilità per il suo Paese di partecipare al torneo".
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