Il nuovo commissario tecnico della Nazionale ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa
Italia, Mancini: "Ho sbagliato ad andare via. Dobbiamo ripartire da quanto già fatto"
Roberto Mancini, nuovo commissario tecnico della nazionale italiana, si è presentato in conferenza rispondendo alle domande dei tanti giornalisti presenti in sala stampa.
Italia, Mancini: "Errore di comunicazione con Gravina tre anni fa. Ho ritrovato la donna della mia vita"
"Volevo evitarvi un po' di fatica. Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l'ora di farlo. Da dove si riparte? Dovremo cercare di ripartire da quanto fatto negli anni scorsi. Io sono l'allenatore della nazionale e quindi ci sta anche avere il tifo contro, spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto è successo tre anni fa. Ringrazio Claudio per aver declinato l'anno scorso (ride, ndr). Con Gravina ho avuto l'opportunità di parlare e chiarire, la responsabilità è totalmente mia. Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla. Rispetto alla prima volta c'è un clima molto più polemico. Il gap che c'era con le altre nazionali si è accentuato? Il clima era più rilassato, ma quando sei ct della nazionale c'è sempre pressione. Penso che ci siano bravi giocatori giovani in Italia, bisogna solo dargli fiducia e farli giocare. In tre mesi un giovane può cambiare totalmente, se ricordate Zaniolo quando venne da noi non aveva mai giocato neanche in Serie B. Al primo raduno era in difficoltà, tre mesi dopo era un altro giocatore. Io quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti. Questo è il mio ruolo preferito, io spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo. Tutte le nazionali giocheranno nella stessa maniera? Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l'Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco. Ha parlato di giovani che possono crescere, pensa che in questo momento ci sono meno colonne d'esperienza su cui appoggiarsi? Sì, sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importanti. È pur vero che Jorginho e Verratti non avevano mai giocato insieme perché ritenuti troppo piccoli. Credo che siano giocatori bravi, giovani e tecnici, poi troveremo anche i Chiellini e Bonucci che potranno essere chiocce per i giovani. Quando siamo partiti ricordo il 90/95% dei giornalisti riteneva la nostra squadra la settima o ottava d'Europa. Non abbiamo mai perso in quattro anni e purtroppo la Spagna ci ha appena tolto il record. Io credo che l'Italia se arriva al Mondiale, anche se non da favorita, diventa pericolosa e una delle candidate. Cercheremo di costruire una squadra il prima possibile, l'obiettivo è qualificarci all'Europeo e poi penseremo al Mondiale. Parlava della situazione del 2018, dal punto di vista tecnico oggi quale pensa sia la situazione degli stranieri e della quantità di italiani che giocano in Serie A? La percentuale mi sembra più o meno la stessa di 4-5 anni fa. È logico che la speranza è che giochino più italiani, magari nelle giovanili possiamo pensare di far giocare i giovani con i ragazzi più grandi. Se poi gli italiani vanno all'estero per noi è importante. Ripartirà da dove ha lasciato tatticamente nel 2023? Pensa che il Mondiale possa dare degli spunti? Vedere le altre partite e certe squadre ti dà sempre spunti tattici. Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, sicuramente la base sarà quella perché così avremo uno spirito offensivo. Essere sempre propositivi e cercare di vincere tutte le partite è la cosa più importante. Affrontare l'Italia non è mai semplice. Nations League? I gironi di Nations League sono tutti formati da grandi nazionali, saranno partite importanti e valuteremo subito la nostra forza e dove dovremo migliorarci. Centravanti? Spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l'ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco. È stato l'ultimo a convocare uno stage. Proverà a convocare tanti giocatori dalla B in altri stage come fatto in passato? Chi fa il ct sa che ha dei problemi, ma non ce li ho solo io. Noi siamo riusciti a fare lo stage ma convocammo solo giocatori che giocano oggi nell'under 21. Convocammo 50 ragazzi molto giovani, erano giocatori che non giocavano e ci siamo portati avanti col lavoro. Bilancio dei precedenti cinque anni? Dipende come si guarda, noi abbiamo vinto un Europeo che ci mancava da quasi 60 anni ed è stato un momento meraviglioso, per quattro anni non abbiamo mai perso e questo è straordinario. Siamo stati sfortunati in due episodi e bastava un rigore tra Basilea e Roma, ma il calcio è questo e può portare a grandi delusioni. Le cose possono anche ripetersi. Il nostro obiettivo è far ripartire subito la nazionale e vincere, perché nel mondo del calcio è questo che conta. Io spero solo che possano giocare più italiani possibili così da migliorare e renderli grandi giocatori, perché le qualità le hanno".© RIPRODUZIONE RISERVATA