Le parole del commissario tecnico francese
Napoli, McTominay verso il rientro: le ultime su infortuni, rinnovi e mercato - VIDEO
Zinedine Zidane ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Italia, una gara che inevitabilmente gli riporta alla mente ricordi amari. L’ultima partita da calciatore della leggenda francese, infatti, è stata proprio la finale del Mondiale 2006 contro gli azzurri, terminata con la vittoria della squadra di Marcello Lippi ai calci di rigore e con la sua espulsione per la testata rifilata a Marco Materazzi. Di seguito le sue parole.
Francia, Zidane: "Testata a Materazzi? Non vado fiero di quel gesto, ma non ho rimorsi"
Sulla testata a Materazzi: "La testata a Materazzi? Quelle immagini passano in loop ovunque e mi ricordano sempre quella partita, ma ce ne sono anche altre di me più belle. Penso soprattutto a quelle positive. La Juventus e l’Italia sono state molto speciali per me, perché è lì che sono diventato un giocatore importante. Non ho parlato con Materazzi e non ho rimorsi. Non sono fiero di quel gesto, ma fa parte di un percorso. Non si possono fare solo cose belle, succede a tutti nella vita, ma ora bisogna andare avanti. Pensiamo a quello che succederà domani con la Nazionale e su questo sono concentrato".
Sugli allenatori che lo hanno ispirato: "Tutti i miei allenatori mi hanno dato qualcosa, ma non posso riprodurre ciò che hanno fatto loro. Lippi è stato incredibile soprattutto dal punto di vista tattico: gli italiani, sotto questo aspetto, non sono secondi a nessuno".
Sull’assenza dell’Italia dai Mondiali per tre edizioni consecutive: "Mi dispiace, vedere l’Italia fuori è qualcosa di incredibile, perché è una delle nazionali più forti al mondo e ha sempre avuto grandi giocatori. È strano, ma io non sono dentro quel sistema e non posso dare un giudizio. Bisogna però sottolineare che le squadre italiane sono sempre state capaci di fare cose incredibili".
Sulla partita: "I miei giocatori sono pronti. L’Italia è una bella squadra, non è la stessa di una volta, ma questo vale anche per la Francia. Ci sono dei cicli. Sarà una gara complicata: hanno perso contro il Belgio, ma poi hanno vinto bene contro la Turchia. Domani sarà un’altra partita e noi dovremo essere concentrati. Ero molto contento dopo la nostra prestazione contro il Belgio, ma possiamo ancora migliorare e proveremo a farlo. Cercheremo di correggere alcuni dettagli. Per noi l’importante è vincere il girone e continuare il nostro percorso. Non ho una squadra A e una squadra B: siamo un gruppo composto da 23 giocatori e tutti devono essere pronti a scendere in campo. Le scelte spettano a me".
Sul percorso che lo ha portato sulla panchina della Francia: "Non sarei qui se avessi paura di fallire, anzi, al contrario: ho sempre visto questa come un’opportunità. Come da giocatore, anche da allenatore mi sono preparato tre anni per arrivare a questo momento. Prima la formazione, poi il Real Madrid. Era il mio sogno e sono pronto. Non penso alle cose negative: ho una squadra incredibile e cerco di dare tutto me stesso".
© RIPRODUZIONE RISERVATA