Qualora il presidente federale non dovesse essere commissariato, rischierebbe tantissimo Luciano Buonfiglio, massimo dirigente del CONI
FIGC, il caso Malagò può avere conseguenze anche sul CONI - CorSera
Sarà martedì 6 ottobre il giorno in cui la Giunta del CONI dovranno pronunciarsi sulla legittimità dell'elezione alla presidenza della FIGC per Giovanni Malagò. Qualora la maggioranza della Giunta dovesse ritenere illecita la nomina di Malagò, scatterebbe il commissariamento. Il Corriere della Sera, nella sua edizione odierna, ha fatto il punto della situazione in vista di una giornata che rischia di terremotare non solo il calcio, ma tutto il mondo dello sport italiano.
Buonfiglio rischia di seguire le orme di Fini: se dovesse andare sotto contro Malagò, sarebbe la sua fine al Coni - CorSera
"La partita si gioca sul filo. Luciano Buonfiglio è l’uomo più turbato d’italia: se non procedesse al commissariamento, correrebbe il rischio di venire a sua volta commissariato dalla politica. Qualora proseguisse su quella strada condurrebbe il calcio, invece che su un percorso di rinascita, in uno stallo senza precedenti fra ricorsi e tribunali. Il dilemma interiore diventa ancor più specifico considerando la facoltà di voto di Spina e Bianchedi: se la negasse passerebbe per antidemocratico, se la accordasse potrebbe perdere la votazione e sarebbe perciò costretto alle dimissioni. E non aiutano le esternazioni per influenzare i votanti: “Ricordatevi che siete pubblici ufficiali”. Un pasticcio, insomma”.malago_201703072033_400x265
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