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Coronavirus, comunicato congiunto AIC-AFE: “Non vogliamo giocare”. Barcellona-Napoli a rischio?

Coronavirus, comunicato congiunto AIC-AFE: “Non vogliamo giocare”. Barcellona-Napoli a rischio?

L'AIC e l'AFE hanno emesso un comunicato congiunto per fare il punto sulla situazione visto l'aumentare di casi di positività al Coronavirus

Domenico D'Ausilio

L'AIC e l'AFE, ovvero le associazioni dei calciatori di Italia e Spagna, hanno emesso un comunicato congiunto. Le due associazioni hanno fatto il punto sulla situazione visto l'aumentare di casi di positività al Coronavirus non solo in Italia, ma in tutta Europa. Le due associazioni chiedono alla UEFA di rinviare le gare che vedono impegnate le squadre dei due paesi a quando la situazione sarà migliorata e vi saranno le condizioni di giocare in totale sicurezza. Barcellona-Napoli, partita di ritorno valida per gli ottavi di finale di Champions League, in programma il 18 marzo, potrebbe essere a rischio. Questa la nota delle due associazioni.

Coronavirus, AIC-AFE: il comunicato

"La situazione italiana, spagnola ed europea riguardo la grave crisi sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid19 ci sta mettendo davanti a decisioni sofferte e purtroppo inevitabili. In questa settimana sono in programma tre partite tra squadre italiane e spagnole. 

Valencia - Atalanta si è giocata a porte chiuse ma nella giornata di oggi il governo spagnolo ha alzato il livello di emergenza vietando tutti i voli da e per l'Italia. In Italia il livello di emergenza nazionale aumenta di ora in ora. Giocare una partita a Milano nei prossimi giorni metterà a rischio della propria salute molte persone. I viaggi tra l'Italia e la Spagna nelle prossime settimane saranno sempre più complicati e pericolosi.

Anche le partite di ritorno della prossima settimana sono fortemente a rischio di doversi svolgere in condizioni emergenziali per i due Paesi. AIC e AFE congiuntamente chiedono pertanto a UEFA che le partite che coinvolgono squadre italiane e spagnole siano sospese per poterle svolgere in condizioni di maggior sicurezza e con una minor emergenza nei due Paesi.

Il Coronavirus sta diventando un tema europeo e non più solo italiano. Confidiamo che una profonda riflessione su tutta la calendarizzazione delle competizioni europee venga fatta anche alla luce delle notizie che peggiorano di ora in ora".