Ziliani attacca Allegri: "È il vero Beukema del Napoli, dal 2019 non gliene va bene una"
Paolo Ziliani, giornalista, su X ha commentato l'inizio di stagione di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli e l'espulsione contro la Roma che gli è costata due giornate di squalifica.
Ziliani attacca Allegri
"Il vero Beukema il Napoli ce l’ha in panchina: l’ultima baracconata di Allegri che non sapendo più come giustificare i suoi continui rovesci la butta in caciara urlando a congiure che non esistono. Tutti a dare addosso all'indifendibile difensore olandese, ma sulle scenate turche di Max che da anni fanno il giro del mondo e screditano il nostro calcio nessuno dice niente; anzi il Napoli ricorre addirittura contro la squalifica giudicandola "inaccettabile". Qui tutte le sbroccate di Allegri baracconata dopo baracconata.Sul fatto che la sceneggiata di Beukema al minuto 89 di Napoli-Roma sia stata indegna, meschina e grottesca ha convenuto l’intero mondo: a cominciare - e va detto a suo onore - dalla sterminata tifoseria del Napoli che immediatamente e compattamente ha preso le distanze dal ridicolo comportamento del proprio difensore morto, risorto e poi di nuovo morto nel giro di una manciata di secondi, quelli che sono serviti alla Roma per segnare il gol del 3-3 proprio con l’uomo (Balerdi) che il difensore olandese, se non si fosse inventato un’aggressione mai avvenuta stramazzando al suolo come fulminato, avrebbe dovuto marcare. E tuttavia, anche se nessuno se n’è accorto, di Beukema in campo la sera di Napoli-Roma al Maradona ce n’era un altro: l’unica differenza è che il secondo, diversamente dal primo, la sceneggiata l’ha fatta ai bordi del campo protraendola poi nei corridoi e nelle stanze degli spogliatoi.
È dal maggio 2019 che Massimiliano Allegri si sente mancare la terra sotto i piedi. Dal suo ritorno in panchina dopo un anno sabbatico trascorso a seguire più corse di cavalli che partite di pallone, prima alla Juventus (tre anni), poi al Milan (un anno) e oggi al Napoli, ad Allegri non ne è andata bene una; e non riuscendo a spiegarsi, essendo la sua autostima massima, il perché di tanti tracolli in serie e soprattutto non riuscendo a spiegarlo al mondo, il comandante Max ha subito capito che per confondere le acque e distrarre gli astanti l’unica era buttarla in caciara".
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