Antonio Zappi, presidente dell'Aia inibito per 13 mesi, ha rilasciato alcune dichiarazioni all'uscita dall'udienza davanti al Collegio di garanzia presso il Coni. Ecco le parole raccolte dalla Gazzetta dello Sport.

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Zappi: “Attendiamo con fiducia, valuteremo di chiedere anche un risarcimento danni”
Zappi inibito, le parole dopo l'udienza
—"Se sono rimaste tali fiducia e speranza? Assolutamente sì e rimango ovviamente sulle mie posizioni, ho ascoltato anche un dibattito, un contraddittorio interessante. È chiaro ognuno nel processo fa la sua parte evidentemente chi sostiene la resistenza in ordinaria sentenza dice delle cose, chi difende dice delle altre. In tutta questa vicenda la cosa che più mi ha ferito e amareggiato è stato sentire descrivere una persona, un uomo come me, come abusante delle proprie funzioni e sleale. Questa per me è una ferita, io sono prima ancora che un arbitro, un uomo di profondi valori e sentirmi accusato e condannato peraltro con 13 mesi, quello che per l'Aia e per il sistema federale significa un ergastolo dirigenziale, credo che sia anche un tema di sproporzione della pena. Spero nell'ultimo giudice della giustizia sportiva e poi valuteremo anche, semmai, credo di no, spero di no, l'adozione di ulteriori passaggi perché credo che lo meritino 115 anni di storia dell'associazione. Credo che da presidente dell'Aia abbia anche il dovere di dover interpretare fino in fondo il suo ruolo in ordine all'autonomia tecnica e a quello che esercita. Oggi è il grado che ci porterà la definitività in ambito sportivo, valuteremo semmai le motivazioni della sentenza per provare a immaginare a verificare se ci possono essere ulteriori margini di impugnabilità ed arrivare eventualmente anche a un livello risarcitorio".
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