Napoli-Torino? La partita contro il Torino non sarà semplice. Quando cambia allenatore scatta sempre una reazione nei giocatori: tutti vogliono mettersi in mostra e dimostrare qualcosa al nuovo tecnico. Questo porta sempre uno stimolo in più. A Torino in questo momento la situazione non è semplice, c’è contestazione. Io ho vissuto qualcosa di simile quando arrivai al Toro. Poi con Ventura e Petracchi il club riuscì a ripartire e arrivammo anche in Europa League. Oggi rivedo un po’ quella situazione iniziale. Il Torino però è una squadra che non muore mai. È sempre dura da affrontare, lotta fino alla fine. Il Napoli dovrà fare una grande partita.
Perrone del Como è un giocatore che mi piace molto. Mi entusiasma. Però con gli anni ho capito una cosa: ci sono calciatori che rendono al massimo dentro un certo sistema di gioco e con un certo allenatore. Poi cambi contesto e non sono più gli stessi. Detto questo, è un ragazzo forte e lavorare con un allenatore come Fabregas sicuramente lo aiuta tanto nella crescita. Se dovesse arrivare a Napoli avrebbe comunque una buona base da cui partire.
Rimpianti? Sul Napoli nella mia carriera c’è sempre stato un piccolo rimpianto. Giocare con la maglia della propria città sarebbe stato bellissimo, anche solo per un minuto. Però il livello del Napoli è sempre stato altissimo e io mi sono costruito la carriera passo dopo passo. Ho avuto comunque la fortuna di vivere il Maradona da avversario ed è uno stadio che ti dà emozioni incredibili. Non sono quelle che proveresti con la maglia del Napoli, ma resterà sempre qualcosa di speciale. E ringrazio Dio ogni giorno per la carriera che ho fatto”.
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