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calcionapoli1926 interviste Vergara: “Potevo andare via, dopo il gol col Chelsea ho pianto. Sulla cena con Gattuso…”

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Vergara: “Potevo andare via, dopo il gol col Chelsea ho pianto. Sulla cena con Gattuso…”

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Le dichiarazioni del trequartista classe 2003 nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera
Luca Buonincontri

Antonio Vergara, trequartista del Napoli, si è concesso per un'intervista al Corriere della Sera nel corso della quale ha ripercorso alcuni momenti della sua stagione. Dall'essere riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista in azzurro al gol al Chelsea, fino ad arrivare alla cena con Gattuso. Di seguito le dichiarazioni del classe 2003.

Sull'essersi ritagliato un ruolo da protagonista solo dopo i tanti infortuni

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"Ci penso tutti i giorni in realtà, ma non mi dà fastidio. Nel calcio accade e neanche di rado. Io ho avuto la tenacia di stare in questo spogliatoio pieno di campioni, con l’idea di fare una formazione. A gennaio potevo andar via, questi erano i programmi… Poi quello che è successo non era prevedibile, però mi sono fatto trovare pronto. Sapevo di avere la stima di Conte. Sono passato dall’essere il signor nessuno al signor qualcuno. Faccio le cose di sempre, mi vedo con i pochi amici che ho ai quali il calcio neanche piace. Ma non sono più un invisibile. Divertente da un lato. Gli avversari non sapevano neanche se ero destro o sinistro. Mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe".


Sul più grande sassolino che si è tolto dalle scarpe

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"Mai giocato nelle Nazionali giovanili. O non convocato o panchine”.

Se in campo sente la pressione

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"In campo tutto come prima. La responsabilità è un’altra cosa: so che devo dimostrare il triplo, certo. È un peso ma di quelli belli".

Sul gol in Champions League contro il Chelsea

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"Ci ho pianto, quel gol valeva poco. Siamo usciti dalla Champions. Potendo scegliere… zero gol, zero numeri e stare ancora in gioco. La gloria personale è relativa, il focus è la squadra, l’obiettivo".

Sull'insegnamento più importante di Conte

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"Dice che ogni cosa ha il suo tempo, nessuno ti regala nulla".

Se ha mai ricevuto un complimento dal mister

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"L’unica volta che mi ha detto bravo è stato dopo la partita con il Genoa, che però avevo giocato male. Ma il rigore al 95’ ci aveva fatto vincere. Conte vuole vincere sempre".

Sulla cena con Gattuso

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"Già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione. In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Ma ci credo, lavoro. Provo a migliorare. Gattuso mi ha chiesto di continuare così…". 

Se è troppo giovane per il palcoscenico europeo

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"In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo. Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia”.

Su come sia cambiata la sua carriera

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"Sono passato dall’essere il signor nessuno al signor qualcuno. Faccio le cose di sempre, mi vedo con i pochi amici che ho ai quali il calcio neanche piace. Ma non sono più un invisibile. Divertente da un lato. Gli avversari non sapevano neanche se ero destro o sinistro. Mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe. Uno su tutti? Mai giocato nelle Nazionali giovanili. O non convocato o panchine".

Su De Bruyne e Anguissa

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"De Bruyne titolare al posto mio? Certo, ogni giorno penso che quello che vivo può essere passeggero. Sono contento di riallenarmi con lui. Vede cose che noi non vediamo. E non puoi imparare, neanche copiare. Anguissa ha una cosa che non è comprabile, il carattere. Gioca con una tale aggressività, ma come se fosse nel parco di casa sua".

Su Conte

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"Il sogno da grande è dare la possibilità alla mia famiglia di non lavorare più. Più severo mio padre o Conte? Che domanda, Conte!".

Se il Napoli può raggiungere la Champions

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“Noi siamo forti di testa, altrimenti con una stagione come questa non staremmo lì attaccati. Ci rialziamo sempre. Conte non lascia nulla al caso, i dettagli diventano forza”.