Le parole del neo tecnico dei lagunari
Venezia, Nicola: "Il Napoli è una grande squadra, pensiamo a noi. La parola chiave è una"
È il giorno della presentazione ufficiale di Davide Nicola, nuovo allenatore del Venezia, chiamato a sostituire Giovanni Stroppa alla vigilia della sfida di campionato contro il Napoli. Il tecnico si presenta alla stampa con l'obiettivo di invertire la rotta e rilanciare la squadra lagunare.
Venezia, Nicola: "Il Napoli è una grande squadra, pensiamo a noi. La parola chiave è una"
Nicola ha quindi espresso le prime impressioni sulla nuova esperienza: "Ringrazio il direttore e la società per l'opportunità concessa. Le impressioni dopo due giorni sono come sempre elettrizzanti. Si porta la volontà di far parte di un nuovo progetto, ma anche con la consapevolezza che c'è tanto da fare, prendendo di buono ciò che è stato già fatto. Credo che leggerezza più dedizione sia il giusto equilibrio. La parola chiave è equilibrio". Lei è il mago delle salvezze. "Non mi definisco il mago di nulla, nemmeno delle salvezze, io semplicemente organizzo e mi pongo obiettivi. I risultati sono frutto di queste cose qui. Penso che la squadra abbia dei valori e che possa dimostrarli, ho pensato in questi giorni a cosa possa servire. L'identità c'era già, ma fino ad ora non è stata sufficiente per raggiungere risultati. Ora conta per me capire le caratteristiche dei giocatori il più in fretta possibile e cosa serve per arrivare ai risultati". Una prima impressione sulla rosa? "Penso che questa squadra sia stata costruita in un modo da avere caratteristiche diverse all'interno del ruolo stesso. Questo ci permette di interpretare lo stesso ruolo con caratteristiche diverse. In due giorni sarei presuntuoso di dire di aver conosciuto ciò che ho a disposizione. Ma è anche vero che quando un allenatore è fermo passa il tempo a studiare le squadre. La differenza è che allenandole poi le conosci davvero". Flessibilità, intensità, sperimentazione ed emozione: questi i 4 pilastri?"Sì, non nascondo che sono 4 concetti che possono sembrare generali ma nei quali mi ritrovo".Nicola
Venezia, Nicola: "Il Venezia deve consolidarsi in Serie A"
Continuerà con il 3-5-2, serve tempo per cambiare? "Non mi piace dire che servirà tempo. Grazie alla disponibilità di questi ragazzi, che è stata evidente, ci siano stati due giorni. In Serie A ci sono squadre che cambiano continuamente, in una stessa partita ci sono 2-3 interpretazioni diverse, per questo parlo di flessibilità". Che Venezia ha trovato? "Ho visto ragazzi seri, educati, scelti perché hanno qualità morali prima ancora che dal punto di vista tecnico tattico. Starà a me dare loro nuove soluzioni e far capire loro che è un percorso sicuramente difficile, impegnativo, ma che lascia pochi eguali nella vita di una persona". Sostituisce Stroppa come alla Cremonese, anche se lì aveva potuto fare il ritiro estivo. In due allenamenti, come si spiega le difficoltà viste fino ad ora? "Il fatto che abbia sostituito Giovanni, che conosco e ho avuto come compagno di squadra, credo sia un puro caso. Lo apprezzo e stimo, la sua idea è chiara, ma ogni allenatore ha la sua idea e vede il calcio e le emozioni per come lo vuole intendere lui. Ora per me è più importante far capire ai ragazzi ciò che desidero io". Come si lavora sui gol subiti? "Per arrivare a consolidarsi in questa categoria bisogna partire da due presupposti: una vision del club, ma anche un percorso che non ti viene regalato solo perché hai idee. Questo la società lo ha già ampiamente dimostrato, ma il percorso si dimostra raggiungendo l'obiettivo e sapendo che nessuno ti regala niente. Da un punto di vista caratteriale è molto più facile dichiarare ciò che uno vuole che mettersi lì ad accettare la situazione quando non funzionano le cose. In questi due giorni mi sono fatto una chiara idea di come essere competitivi, da lì in poi non si finirà mai di lavorare". Cosa cambia nel suo approccio a questa nuova sfida rispetto alle precedenti? "Quando si subentra si agisce per priorità, non cambia quando lo fai. Devi trovare la metodologia e i presupposti per invertire la rotta. Con 32 partite a disposizione nel momento in cui trovi l'identità di cui parlo hai il tempo di continuare a proporla e di lavorare, non è che con una vittoria hai risolto le cose". Domani c'è il Napoli. "Mi aspetto una grande squadra, loro sì che hanno consolidato la loro identità nel tempo. Ha le qualità di una grande squadra, ma non è importante tanto questo, quanto scoprire le qualità che abbiamo noi e su ciò che vogliamo fare noi, non su ciò che proverà a fare il Napoli".Venezia, Nicola: "Dobbiamo migliorare e diventare competitivi"
Sul Venezia: che idea si è fatto sul progetto? "Senza ombra di dubbio ho conosciuto le persone che lavorano qui, per poche ore l'albergo in cui mi sono appoggiato: per il resto avrò modo di conoscere e scoprire tutto. Certamente mi sono informato sulla storia di questo club e della sua gente e la vedo come una responsabilità, conoscere la storia, la terra e la cultura fa la differenza". Il Venezia le ha fatto due anni di contratto. "Credo che l'impegno con il Venezia non si traduce nella durata del contratto. Il punto fondamentale è stato nella dimostrazione del club di credere nel sottoscritto e in quello che posso portare. Allo stesso tempo io ho accettato non solo la responsabilità di tutto questo, ma anche l'entusiasmo di poter diventare una guida. Se potrete capire la passione con cui accolgo ogni sfida, riuscirete a capire anche che farò tutto per vincerla". 16 gol subiti, il centrocampo ha ottimi palleggiatori ma va tarato sulla fase difensiva? "Ogni allenatore ha un progetto di gioco e delle richieste, io farò le mie. Un certo tipo di comportamento e lavoro ti porta ad essere competitivo. Il lavoro ti può portare a chiedere un certo tipo di giocatore. A tutti noi interessa il risultato, solo che esso esula da un solo concetto pratico". Sulla sfida al Napoli: come ha preparato la sfida? Come rovinare le certezze di questa squadra? "Ogni squadra può avere delle incertezze, serve sempre il rispetto dell'avversario e per il tipo di pericolosità che può avere. Chi lotta per altri obiettivi può avere potenzialità diverse. Il Napoli è guidato da un grandissimo allenatore, che ha grande esperienza, con giocatori che hanno più esperienza, ma noi abbiamo un buon mix. Noi dobbiamo solo cercare l'identità che dobbiamo dimostrare a noi stessi ed ai nostri tifosi e che ci può portare a dei risultati". Il prossimo mese sarà determinante? "Quando uno decide di scalare una vetta altissima sa dove vuole arrivare, ma si concentra solo sul chiodino successivo, che è l'unico che può fargli fare il metro successivo. A me interessa solo il percorso settimanale per conquistare l'identità della squadra, per essere competitivo e arrivare al risultato che volevo. Finita la settimana, riazzero. Mi rimetto sotto, guardo cosa posso mettere dentro". Cosa promette in caso di salvezza? "Nonostante abbia grande rispetto di chi fa la narrazione dei nostri comportamenti un po' mi aspettavo questa domanda. Potrei rispondere in altri modi, scelgo di rispondere: 'Mi faccia pensare". Ritrova Mazzocchi: come lo ha visto? Torna disponibile e dove lo vede giocare, a destra o a sinistra? "Intanto con Mazzocchi ho parlato come fatto con gli altri, sta recuperando da una situazione che sembra ormai risolta. Parleremo con lo staff medico. Tutti i giocatori arruolabili entrano in una settimana in cui possono tornare a lavorare con noi. Se domani ci sarà l'occasione di portare qualcuno che potrà giocare con noi, lo faremo". Venezia come pensa di viverla? Vivendo in centro storico o più vicino al campo? "Intanto voglio viverla al massimo di quello che posso come energia ed appartenenza. Quando uno mi spiega qualcosa che sente, ti colpisce e come il direttore mi ha spiegato Venezia mi ha colpito. Non ci ho pensato, fino ad ora ho pensato solo all'albergo ed al campo".© RIPRODUZIONE RISERVATA
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